8 marzo 2012

Gravidanza parto e allattamento nella gatta


Gravidanza

La gravidanza della gatta dura dai 58 ai 63 giorni.


Parto (nascita)

La secrezione del latte inizia diversi giorni prima della nascita. Subito prima del parto, la femmina diventa nervosa, e spesso si ritira nel nido preparato per lei, o in quello che ha precedentemente scelto lei stessa per partorire. E' molto importante che la "tana" sia in un posto intimo, riparato da sbalzi termici, rumori e presenze disturbanti (gente, bambini, cani, ecc.). Il parto dura circa 6 ore, con un periodo da 10 a 60 minuti fra una espulsione e l'altra. Il numero medio di gattini per cucciolata è da 3 a 5. Di solito le gatte giovani al primo parto (primipare) partoriscono da 1 a 3 gattini. Per il gatto soriano, il peso medio alla nascita è di circa 100 g. e varia in funzione di svariati fattori, che sono:
  • Il sesso: le femmine pesano un po' meno dei maschi.
  • Le dimensioni della cucciolata: quando i piccoli sono più numerosi, alcuni sono più leggeri.
  • L'alimentazione della madre durante la gestazione: gatte ipernutrite tendono a mettere al mondo cuccioli più grossi e cucciolate più numerose.

Una gatta può avere 5 cucciolate in 2 anni. La madre taglia il cordone ombelicale e lecca vigorosamente ogni gattino. Di solito ingerisce le placente ma a volte non lo fa, specie se ben nutrita e viziata. Rimane nello stesso posto dalle 24 alle 48 ore. I gattini cominciano a succhiare il latte da una a due ore dopo la nascita. Sarà bene offrirle un po' d'acqua fresca da bere.
Nei primi giorni seguenti il parto la gatta respira velocemente, è agitata e può essere aggressiva, soprattutto nei confronti dei gatti maschi (di solito mai con gli umani, a meno che non senta minacciata l'incolumità dei propri gattini): questo effetto è amplificato dall'ormone ossitocina, prodotto durante il parto e l'allattamento. E' abbastanza frequente che la gatta dopo qualche giorno cerchi di spostare i gattini, a volte le gatte non si sentono sicure e preferiscono cambiare più volte giaciglio, soprattutto se si sentono disturbate.


Allattamento 

La gatta si sdraia sul fianco in modo da rendere accessibili le mammelle. Le prime poppate del gattino non gli apportano latte ma il colostro, che ha un aspetto e una composizione diversi da quelli del latte e soprattutto contiene numerosi anticorpi che il gattino è in grado di assorbire a dosi massicce durante le prime 16 ore di vita. Sono proprio tali anticorpi che lo proteggeranno dalle infezioni per un periodo che va da pochi giorni a qualche settimana. Dopo qualche giorno, attaccandosi alla mammella, il gattino riceverà invece del latte. Il latte di gatta è comunque sempre ricco di anticorpi. Quando il gattino non ha potuto ricevere il colostro materno, se possibile è bene somministrargli del latte di gatta nelle prime 16 ore di vita (farlo adottare da una gatta disponibile), per permettergli di acquisire gli anticorpi, anche se il colostro è sempre preferibile poiché, oltre agli anticorpi, contiene altri elementi assenti nel latte. Un gattino che non riceve il colostro e/o il latte materno per un tempo sufficiente, può andare incontro a gravi infezioni e/o squilibri immunitari.

Grafico: composizione media (%) del latte di gatta.  


Nel corso delle prime 48 ore, la gatta non lascia i suoi piccoli. Questi succhiano frequentemente, all'incirca ogni 20 minuti e ingeriscono dai 2 ai 3 mL circa di latte alla volta. Il peso dei gattini aumenta molto rapidamente (dovrebbe raddoppiare in 7 giorni). Dopo ogni sessione di allattamento la gatta lecca i gattini, con particolare attenzione alla loro regione ano-genitale. La consumazione di un pasto, insieme alla stimolazione della lingua materna, induce i gattini ad eliminare urina e feci, che vengono mangiate dalla madre. All'inizio i gattini non si muovono molto e i loro occhi sono chiusi. Aprono gli occhi fra il decimo e il quattordicesimo giorno. Quando hanno all'incirca 3 settimane, i gattini iniziano ad esplorare e imparano rapidamente a fare i propri bisogni fuori dal nido. Se i gattini vengono esposti a cibi solidi, proveranno ad ingerirli. Gradualmente, il consumo di cibi solidi prolunga il tempo intercorso fra sessioni di allattamento. Lo svezzamento è in genere completo da 2 mesi, due mesi e mezzo dalla nascita, anche se i gattini tendono a cercare di succhiare il latte anche per mesi dopo lo svezzamento, anche se più per scopi emotivi e ludici che per scopi alimentari, finchè la gatta ad un certo punto li respinge. Il mantenimento e la secrezione del latte dipendono dalla stimolazione delle mammelle durante l'allattamento.
Bisogna fare molta attenzione se sono presenti dei gatti maschi interi (non castrati) nei paraggi: durante la fase di allattamento il maschio può uccidere i gattini per anticipare il ritorno in calore della gatta, in quanto l’estro ricompare generalmente 4 settimane dopo il parto, proprio quando la gatta sta ancora allattando. 




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