30 marzo 2012

Anatomia del gatto: stomaco ed intestino

Stomaco
Lo stomaco del gatto è una sacca muscolare collegata all'esofago e al duodeno (intestino tenue) da due sfinteri, il cardias e il piloro; funziona come un serbatoio intelligente, adattandosi alla quantità di cibo ingerito, fino ad un volume massimo di 350-400 mL. Questo volume corrisponde ad oltre il 65% del totale volume digestivo. Il cibo viene poi trasformato in una massa fluida, o chimo, da una potente attività motoria e specialmente da una secrezione altamente acida che dissolve e altera le particelle di cibo. Un enzima chiamato pepsina e secreto da cellule specializzate della mucosa gastrica, inizia ad alterare le proteine.
Lo stomaco dei carnivori, compreso il gatto, produce una grande quantità di acido cloridrico per facilitare la digestione della carne, spesso ingerita insieme a piume, frammenti di ossa, cartilagini, ecc.


1. Esofago
2. Regione pilorica dello stomaco
3. Dotto biliare
4. Papille duodenali maggiore e minore
5. Dotto pancreatico
6. Stomaco (corpo)
Intestino

L'intestino del gatto è tipicamente corto, come in tutti i carnivori, affinchè il cibo carneo transiti velocemente evitando processi putrefattivi con conseguente assorbimento di tossine. L'intestino tenue è lungo da 1 a 1,7 m e l'intestino crasso, molto corto, è lungo dai 20 ai 40 cm. L'intestino tenue è il segmento più importante del processo digestivo e di assorbimento, specialmente nella sua parte iniziale (duodeno e digiuno). È infatti in queste parti dell'intestino tenue che l'attività enzimatica è maggiore, perché il chimo consiste di particelle abbastanza piccole (meno di 2 mm di diametro) da fornire un'ampia superficie di contatto e il pH, neutralizzato dalle secrezioni alcaline del fegato e del pancreas, è ottimale per l'attività enzimatica. Gli enzimi principali interessati sono tripsina e chimotripsina per le proteine, lipasi e fosfolipasi per i lipidi ed amilasi per gli amidi. Il corredo enzimatico del gatto è ben adattato alla sua dieta naturale. Proteine e lipidi sono ben digeriti dal gatto, mentre i carboidrati non lo sono. Il pancreas è la fonte principale degli enzimi necessari. La bile ha un ruolo nell'emulsione dei grassi nel duodeno, un processo necessario prima che i grassi possano venir attaccati dalle lipasi. La mucosa presenta sistemi di transito adatti alla maggioranza degli elementi di base prodotti da idrolisi enzimatica.

L'attività motoria dell'intestino tenue è caratterizzata dall'alternanza di diversi metodi contrattili. Contrazioni localizzate e non distribuite, chiamate contrazioni segmentarie, mescolano i substrati e li mettono in contatto con gli enzimi o la mucosa. Contrazioni coordinate distribuite su diverse dozzine di centimetri, o contrazioni peristaltiche, spostano ulteriormente il contenuto nel tratto.

L'intestino crasso inizia con un cieco curvo. Il cieco non è molto sviluppato nei carnivori. Il colon, lungo dai 20 ai 40 cm, in grado di estrarre una grande quantità d'acqua dal suo lume (il gatto è un animale di origine desertica e sfrutta al massimo l'assorbimento d'acqua dagli alimenti), disidrata e dà forma alle feci. Nel segmento terminale del colon si verificano alcune residue attività enzimatiche, ma interessano principalmente la microflora contenuta in tale segmento. I numerosi batteri benefici che colonizzano questa parte del tratto digerente limitano la propagazione di patogeni (batteri o funghi dannosi) e partecipano alla sintesi di vitamine.
Le feci sono contenute nell'intestino crasso fino al momento della defecazione.
Il colon termina in un breve retto e un ano con due ghiandole anali (sacchi anali) che producono una secrezione dall'odore molto pungente e diverso da animale ad animale. Tale secrezione viene usata per marcare il territorio e nelle attività di identificazione fra gatti. La capacità totale media dell'intestino è di circa 250 mL.







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