25 settembre 2011

Api bombi ed insetti affini: no agli insetticidi

Ape (Apis mellifera)




Bombo (Bombus sp.)

  
Forse qualcuno non lo sa ma insetti come api, bombi ed affini sono animali protetti dalla legge (Legge 313/2004.)
Sono protetti perché si tratta di insetti pronubi  (impollinatori) a forte rischio di estinzione a causa dello smodato e massiccio uso di pesticidi, sia in agricoltura che in ambito domestico.
La diminuzione degli insetti pronubi ha pesantissime ripercussioni non soltanto sull’ecosistema (che ci da’ la vita) ma anche sull’economia e sulla vita umana. La riproduzione della quasi totalità delle specie vegetali di cui ci nutriamo e che servono per nutrire altre specie è dipendente dal processo di impollinazione attuato da tali insetti.
Quando sento parlare di insetticidi per le api o insetticidi in genere mi vengono i brividi e mi domando se chi li usa è veramente consapevole del danno di cui si rende responsabile spargendo questi veleni nell’ambiente.

Se non vi importa della vita delle altre specie e dell’ambiente pensate almeno a quella dei vostri figli o delle generazioni future, che sarà un inferno nel momento in cui dovessero scomparire le api: non uccidetele e non usate insetticidi!  Per chi non lo sapesse infatti l’ecosistema non è qualcosa di estraneo a noi ma una trama di cui noi siamo soltanto una maglia, assieme a migliaia di altre specie: tutto è interconnesso e qualunque danno alle spese di una specie o di un ambiente si ripercuote su tutto il sistema con conseguenze più o meno catastrofiche.

Come fare allora se vi trovate di fronte a degli imenotteri e temete di essere punti?

Capisco l’apprensione di una persona allergica al veleno o che ha bambini piccoli o animali domestici ma non bisogna lasciarsi prendere dal panico: esistono dei modi per evitare di farsi pungere, senza per questo uccidere gli insetti e seminare morte e distruzione con insetticidi e veleni. Vediamo come comportarci con le api (ma vale un po’ per tutti gli imenotteri volanti, comprese le vespe ed i calabroni):


1-   Se l’ape si appoggia sulla vostra pelle rimanete calmi ed evitate movimenti buschi: non lo fa certamente per pungervi e dopo aver camminato per un po’ se ne andrà via. Le api sono alla ricerca di sostanze zuccherine, di acqua, oppure esplorano l’ambiente ma mai e poi mai pungono senza motivo, lo fanno soltanto per estrema difesa (e quasi sempre muoiono di conseguenza!). Se non volete che si avvicinino accertatevi di non avere addosso residui di cibo (soprattutto sostanze zuccherine o acqua dolce).


2-   Nella totalità dei casi le punture di ape sono dovute a disattenzione: sedersi sull’insetto, schiacciarlo sotto un’ascella, stropicciarlo sotto i vestiti, ecc. quindi se vedete delle api è del tutto inutile cercare di ucciderle pensando di evitare delle punture, anzi, è estremamente pericoloso perché quando un imenottero (specie se sociale come l’ape) si sente minacciato rilascia nell’aria dei “feromoni” (sostanze volatili che servono alla comunicazione tra animali della stessa specie) di allarme che richiameranno le “colleghe” ed allora sì che si rischia di essere punti e anche massivamente. Fate anche attenzione ai vostri animali domestici come cani o gatti che potrebbero andare a stuzzicare gli insetti facendosi pungere (comunque a meno di rare allergie o gattini piccoli, non è nulla di grave).


3-   Se vi trovate un alveare di api nel giardino o sul terrazzo vi serva sapere che anche in questo caso le api non vi pungeranno a patto che non vi considerino una minaccia. Avevo per anni un alveare sul terrazzo: “riconoscevano” me e i miei parenti e nessuno è mai stato punto nonostante la forte vicinanza all’alveare. Mi rendo però conto che non è da tutti tenersi un alveare con “imenotteri da guardia” e non pretendo che ciò avvenga, perciò se dovete rimuovere un alveare non fatelo da soli (può essere veramente pericoloso il fai da te!!!) e pretendete un apicoltore che ve lo rimuova: è un servizio gratuito (e obbligatorio poiché se si tratta di api non si può fare diversamente!) che dev’essere garantito in tutta l’Italia! Chiamate i vigili del fuoco ed informatevi, se sono seri e non stanno infrangendo le leggi dovrebbero indirizzarvi loro all’apicoltore più vicino.


Ho parlato di api, bombi ed altri imenotteri pronubi, se si tratta di vespe o calabroni il problema è un po’ più difficile da risolvere. Comunque ricordate che le vespe ed i calabroni formano colonie stagionali: tutti i componenti della famiglia (cioè maschi, operaie e la stessa madre fondatrice del nido) si estinguono naturalmente in autunno con l’arrivo dei primi freddi; sopravvivono soltanto alcune femmine fecondate, che riescono a svernare in anfratti (sotto tetti, entro cassonetti delle tapparelle, crepe dei muri, ecc...) e che in primavera daranno inizio ad una nuova colonia. Per prevenire quindi una nuova colonizzazione è importante eliminare gli anfratti e sigillare i buchi, potenziali luoghi scelti come nidi.

L’argomento vespe e calabroni viene specificamente trattato in un altro articolo che potete trovare QUI.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono totalmente d'accordo sulla importanza delle api nel ecosistema. Detto ciò, ancora non mi è chiaro a livello pratico cosa bisogna fare per liberarsi della loro poco simpatica presenza. Abbiamo una casa in campagna dove ci piace trascorrere le domeniche per rilassarci. Il problema è che nei boschi circostanti, evidentemente ci sono dei nidi di api che sono terribilmente attratte dall'acqua della piscina. Per quanto non siano agressive confesso che non è il massimo del relax nuotare con intorno la testa una nuvola di api ( anche qualche vespa). Abbiamo provato a rimediare posizionando bacinelle d'acqua qua e là ma ha funzionato solo parzialmente. Il fumo non le faceva manco un baffo... Dunque, esiste una soluzione CHE FUNZIONI? Il problema sorge anche perché tra noi ci sono persone allergiche. Ti sarei infinitamente grata!

Manuela Cassotta ha detto...

Salve, se la casa si trova in campagna è abbastanza normale che vi siano api di tanto in tanto, anche abbastanza spesso e non è pensabile eliminarle. Però se ce ne sono a sciami, sicuramente vi sarà un'alveare nelle vicinanze: vi consiglio di individuarlo e di chiamare un apicoltore che se lo venga a prendere. L'intervento è gratuito. Non accettate pompieri o altro personale non addetto che si offra a liberarvi dall'alveare, ucciderebbero le api, commettendo un illecito penale oltre che un delitto ecologico. Superfluo ricordare di evitare assolutamente pesticidi e uccisioni di animali che servirebbero solo a peggiorare la situazione. Capisco il problema dell'allergia ma per adesso non mi vengono in mente altre soluzioni oltre all'asportazione dell'alveare da parte dell'apicoltore e della prevenzione delle punture evitando quei comportamenti particolari come spiegato nell'articolo...

Laura ha detto...

Grazie della risposta. In effetti, oggi ispezzionando i dintorni abbiamo travato nella radura del bosco accanto una trentina di arnie. Sinceramwnte non so se abbiamo alcun diritto di richiedere la rimozione delle arnie da suolo privato... Intanto nuvole di api su sono impossessate della piscina e dintorni infischiandosene dei nostri rimedi alternativi...

Manuela Cassotta ha detto...

Arnie private? cioè... avete la casa e la piscina accanto alle arnie di qualcuno? Non so se potete richiedere lo spostamento delle stesse, bisognerebbe parlare con il proprietario. Comunque un consiglio: le api vengono li della piscina per bere: ponendo in vicinanza delle arnie delle vasche o dei secchi d'acqua forse si fermeranno a bere lì, tralasciando la più lontana piscina (o quasi). Se gli alveari invece sono "selvaggi" ma si trovano in terreno privato in teoria non potetreste farle rimuovere, bisognerebbe parlare con il proprietario del terreno. Se proprietario non si fa trovare ed è tutto abbandonato lì e siete in balia delle api, chiamate l'apicoltore comunque... insomma si fa a buon senso. L'importante è non farsi pungere e non uccidere le api.