30 marzo 2012

Anatomia del gatto: stomaco ed intestino

Stomaco
Lo stomaco del gatto è una sacca muscolare collegata all'esofago e al duodeno (intestino tenue) da due sfinteri, il cardias e il piloro; funziona come un serbatoio intelligente, adattandosi alla quantità di cibo ingerito, fino ad un volume massimo di 350-400 mL. Questo volume corrisponde ad oltre il 65% del totale volume digestivo. Il cibo viene poi trasformato in una massa fluida, o chimo, da una potente attività motoria e specialmente da una secrezione altamente acida che dissolve e altera le particelle di cibo. Un enzima chiamato pepsina e secreto da cellule specializzate della mucosa gastrica, inizia ad alterare le proteine.
Lo stomaco dei carnivori, compreso il gatto, produce una grande quantità di acido cloridrico per facilitare la digestione della carne, spesso ingerita insieme a piume, frammenti di ossa, cartilagini, ecc.


1. Esofago
2. Regione pilorica dello stomaco
3. Dotto biliare
4. Papille duodenali maggiore e minore
5. Dotto pancreatico
6. Stomaco (corpo)
Intestino

L'intestino del gatto è tipicamente corto, come in tutti i carnivori, affinchè il cibo carneo transiti velocemente evitando processi putrefattivi con conseguente assorbimento di tossine. L'intestino tenue è lungo da 1 a 1,7 m e l'intestino crasso, molto corto, è lungo dai 20 ai 40 cm. L'intestino tenue è il segmento più importante del processo digestivo e di assorbimento, specialmente nella sua parte iniziale (duodeno e digiuno). È infatti in queste parti dell'intestino tenue che l'attività enzimatica è maggiore, perché il chimo consiste di particelle abbastanza piccole (meno di 2 mm di diametro) da fornire un'ampia superficie di contatto e il pH, neutralizzato dalle secrezioni alcaline del fegato e del pancreas, è ottimale per l'attività enzimatica. Gli enzimi principali interessati sono tripsina e chimotripsina per le proteine, lipasi e fosfolipasi per i lipidi ed amilasi per gli amidi. Il corredo enzimatico del gatto è ben adattato alla sua dieta naturale. Proteine e lipidi sono ben digeriti dal gatto, mentre i carboidrati non lo sono. Il pancreas è la fonte principale degli enzimi necessari. La bile ha un ruolo nell'emulsione dei grassi nel duodeno, un processo necessario prima che i grassi possano venir attaccati dalle lipasi. La mucosa presenta sistemi di transito adatti alla maggioranza degli elementi di base prodotti da idrolisi enzimatica.

L'attività motoria dell'intestino tenue è caratterizzata dall'alternanza di diversi metodi contrattili. Contrazioni localizzate e non distribuite, chiamate contrazioni segmentarie, mescolano i substrati e li mettono in contatto con gli enzimi o la mucosa. Contrazioni coordinate distribuite su diverse dozzine di centimetri, o contrazioni peristaltiche, spostano ulteriormente il contenuto nel tratto.

L'intestino crasso inizia con un cieco curvo. Il cieco non è molto sviluppato nei carnivori. Il colon, lungo dai 20 ai 40 cm, in grado di estrarre una grande quantità d'acqua dal suo lume (il gatto è un animale di origine desertica e sfrutta al massimo l'assorbimento d'acqua dagli alimenti), disidrata e dà forma alle feci. Nel segmento terminale del colon si verificano alcune residue attività enzimatiche, ma interessano principalmente la microflora contenuta in tale segmento. I numerosi batteri benefici che colonizzano questa parte del tratto digerente limitano la propagazione di patogeni (batteri o funghi dannosi) e partecipano alla sintesi di vitamine.
Le feci sono contenute nell'intestino crasso fino al momento della defecazione.
Il colon termina in un breve retto e un ano con due ghiandole anali (sacchi anali) che producono una secrezione dall'odore molto pungente e diverso da animale ad animale. Tale secrezione viene usata per marcare il territorio e nelle attività di identificazione fra gatti. La capacità totale media dell'intestino è di circa 250 mL.







29 marzo 2012

Anatomia del gatto: la bocca e i denti

Cavità orale e lingua del gatto

La cavità orale ha una grande apertura, o bocca, circondata da 2 labbra: il labbro superiore con le vibrisse (baffi) e il labbro inferiore, con un bordo libero e leggermente ondulato. Palato e labbra sono generalmente rosa nei gatti bianchi o dal manto prevalentemente chiaro (rossi, bianchi e neri, bianchi e tigrati, ecc.), mentre nei gatti dal manto più scuro (ad es. prevalentemente tigrati o neri) labbra e palato possono essere marroni o neri, anche solo parzialmente. Il palato è coperto da un piccolo numero di creste rialzate e serrate (creste palatine). La lingua non presenta un solco mediano ed è corta e larga. Grandi papille coniche cornificate ricoprono la lingua, rendendola molto ruvida (velcro) e ideale per le attività di pulizia personale. La faringe collega la cavità orale all'esofago ed è anche collegata alla cavità nasale. L'esofago è lungo, largo ed estremamente dilatabile.



1. Tiroide
2. Esofago
3. Trachea
4. Laringe
5. Epiglottide
6. Tonsille palatine
7. Papille filiformi
8. Papille vallate
9. Papille coniche cornificate
10. Papille fungiformi
11. Papille foliate

Denti e formula dentaria del gatto adulto

Il gatto adulto possiede 30 denti, vere e proprie armi da caccia: 12 incisivi, 8 premolari, 6 molari e 4 canini. Gli incisivi sono molto ridotti e servono, insieme alla lingua, per raschiare le ossa delle prede. I premolari ed i molari sono a forma di lama e servono a recidere fibre muscolari e tendini (le carni della preda) e a frantumare le ossa. L'ultimo premolare nella mascella superiore e l'unico molare nella mascella inferiore, sono detti denti carnassiali. Il I 4 canini, come in tutti i felidi, sono particolarmente lughi ed affilati. Molto robusti, sono anche riccamente innervati e questo ne fa degli organi di senso specializzati: con i canini, il gatto sente il punto esatto in cui mordere per uccidere la preda all’istante.
Il cranio compatto e globulare consente al gatto di sviluppare una forza masticatoria ottimale. La mandibola del gatto, come quella di tutti i carnivori, esercita solo un movimento verticale che serve principalmente a macinare e tagliare. La reale masticazione (uso dei molari) è minima. La saliva inizia la preparazione del bolo alimentare e lubrica l'esofago.


Formula dentaria (adulto):



Denti e formula dentaria del gattinoI denti da latte o decidui sono 26 e la formula dentaria del gattino è la seguente:  

L’eruzione dei denti da latte avviene intorno alla 3° settimana di vita mentre la sostituzione con i denti permanenti inizia dagli incisivi al 3° mese.
Tra i canini ed i premolari è presente uno spazio (vedi immagine sotto), che il gatto utilizza spesso per adagiare e "portare" le piccole prede (per es. lucertole) senza ucciderle o morderle, mantenedole in vita.


28 marzo 2012

Anatomia del gatto: apparato digerente

Schematicamente, il tratto digerente del gatto è diviso in tre segmenti:
  • Un segmento orale utilizzato nei primi stadi della digestione, accumulo, macinazione e macerazione. Questo segmento include la cavità orale, la faringe, l'esofago e lo stomaco;
  • Un segmento centrale ( intestino tenue), in cui viene trasferito il contenuto dello stomaco solo dopo una riduzione sufficiente delle dimensioni delle particelle, e dove avviene la maggior parte della digestione e dell'assorbimento;
  • Un segmento terminale ( intestino crasso), in cui si verificano la fermentazione, deidratazione e formazione finale delle feci prima della defecazione.

Si aggiungono poi gli organi annessi, coinvolti nella digestione: fegato e pancreas
Bocca
Stomaco ed intestino

27 marzo 2012

Anatomia del gatto: scheletro ed ossa

Il sistema muscolo-scheletrico ha un duplice ruolo: garantisce la coesione e la solidità del corpo nel suo complesso e consente all'animale di spostarsi nel proprio ambiente.
Lo scheletro del gatto è formato da 279 a 282 ossa, lunghe, piccole e sottili ma altamente resistenti.



Testa

L'osso frontale è estremamente corto. Il cranio del gatto è relativamente voluminoso e globulare, con grandi fosse e orbite temporali (tipico dei carnivori). Le mascelle sono corte e potenti.



Denti e formula dentaria del gatto adulto

Il gatto adulto possiede 30 denti, vere e proprie armi da caccia: 12 incisivi, 8 premolari, 6 molari e 4 canini. Gli incisivi sono molto ridotti e servono, insieme alla lingua, per raschiare le ossa delle prede. I premolari ed i molari sono a forma di lama e servono a recidere fibre muscolari e tendini (le carni della preda) e a frantumare le ossa. Il I 4 canini, come in tutti i felidi, sono particolarmente lughi ed affilati. Molto robusti, sono anche riccamente innervati e questo ne fa degli organi di senso specializzati: con i canini, il gatto sente il punto esatto in cui mordere per uccidere la preda all’istante.


Tronco

Colonna vertebrale: da 50 a 54 vertebre in particolare 7 vertebre cervicali, 13 toraciche, 7 lombari, 3 sacrali e da 20 a 24 vertebre caudali (coccigee).
Torace: sterno consistente di 8 sternebre; 13 coppie di costole, di cui 9 sono sternali.
Arti


Arti anteriori

Ciascun arto anteriore è composto da 41 ossa:

  • la cintura toracica: clavicola semplice (molto ridotta e svincolata) e scapola;
  • 1 osso del braccio: l'omero;
  • 2 ossa dell' avambraccio: il radio, piatto e arcuato, e la più lunga ulna;
  • 36 ossa della mano: 5 dita (quattro dita esterne complete e un pollice interno incompleto). Il carpo è formato da 7 ossa e il metacarpo include 5 ossa. Sono presenti 13 falangi (3 in ciascun dito esterno e 2 nel pollice).
Gli artigli sono la parte cornificata dell'estremità digitale. Ogni artiglio è ricurvo e lateralmente piatto. Gli artigli sono molto acuminati e rimangono ritratti in una guaina cutanea (posizione di riposo) oppure sfoderati all'occorrenza.

I cuscinetti delle zampe sono in genere situati al di sotto e dietro le dita delle zampe anteriori e posteriori. Gli arti toccano il suolo tramite tali cuscinetti. L'avampiede presenta 5 cuscinetti digitali, uno per ciascun dito. Il grande cuscinetto palmare triangolare o cuscinetto metacarpale è al centro della mano. All'interno del palmo, grazie ai cuscinetti, viene a formarsi una cavità molto morbida. Un piccolo cuscinetto carpale arrotondato, non molto pronunciato, è situato in cima alla mano (sperone).
 
Vista dorsale della mano13. 3° metacarpale14. 2° metacarpale15. 1° metacarpale16. 4° metacarpale17. 5° metacarpale25. Cresta ungicolare26. Apice falangeo

Struttura di una falange distale del gattoSezione dorsale, palmare e verticale
Estremità distale
A. Falange mediaB. Falange distaleC. ArtiglioD. Piega cutanea dell'artiglioE. Cuscinetto digitaleF. Cavità articolare1. Superfici di articolazione delle falangi2. Legamento della 2ª e 3ª falange3. Tendine estensore del dito4. Tendine flessore del dito5. Legamento elastico rilassato7. Porzione adiposa dei cuscinetti digitali8. Copertura cutanea
Arti posteriori

Ciascun arto posteriore è composto da 39 ossa:
1 nella cintura pelvica; l'osso coxale, quasi dritto, che si estende orizzontalmente;
1 nell'anca: il femore, lungo e cilindrico;
3 nella gamba: una rotula piatta, lunga e spessa; una lunga tibia e una fibula stiloidea;
4 dita del piede complete e un dito interno (variabile in relazione al piede);
7 ossa disposte in due file nel tarso;
4 ossa curve nel metatarso.
Il gatto presenta un garretto angolato, una cresta tibiale abbastanza lunga ed una regione digitale compatta con dita molto arcuate e vicinissime tra loro. Sulla superficie plantare sono presenti 5 cuscinetti carnosi: un grande cuscinetto digitale trilobato circondato dagli altri quattro. Il peso del corpo è sostenuto dalle dita, essendo il gatto un animale digitigrado.






26 marzo 2012

La cute ed il pelo del gatto


Cute

La cute del gatto è elastica e molto resistente e il suo spessore varia dai 0,4 ai 2 mm, a seconda della regione del corpo.
Il ruolo principale della cute è di costituire una barriera fra l'ambiente esterno e quello interno, limitando la permeabilità tramite il pelo e gli strati cornificati dell'epidermide. Questa barriera funziona in entrambe le direzioni ed è essenziale per limitare la perdita d' acqua ed elementi preziosi, e per la prevenzione di una penetrazione eccessiva di elementi estranei.


Ghiandole cutanee

Le ghiandole sebacee sono collegate al follicolo pilifero. Secernono una sostanza grassa (sebo) e sono coinvolte nella formazione del film protettivo essenziale per la salute della cute e della pelliccia.
Esistono due tipi di ghiandole sudoripare: ghiandole apocrine, che si aprono nel follicolo pilifero, e ghiandole eccrine, che si aprono direttamente sulla cute. Nei carnivori, le ghiandole eccrine sono limitate ai cuscinetti dei piedi e sembrano avere un ruolo importante nell'aumento della trazione. Le ghiandole apocrine sono distribuite sull'intera superficie del corpo e producono un liquido alcalino ricco di proteine, ma il loro flusso è minimo e varia solo leggermente a seconda della temperatura corporea.

In alcune aree, compresa la faccia, le ghiandole producono sostanze speciali, o feromoni, che sono molto importanti per il gatto quando marca il suo ambiente familiare e nelle sue relazioni sociali. I gatti che sembrano grattare un prurito strofinando le guance contro un oggetto verticale stanno in realtà marcando la loro presenza. Il gatto quindi suda soltanto tramite i polpastrelli e quando fa caldo la termoregolazione è affidata alla traspirazione attraverso la superficie linguale e l'aumento della ventilazione, ecco perchè il gatto è a maggior rischio di colpi di calore rispetto ad un essere umano.


Pelo

Il pelo ha un ruolo speciale nella protezione della cute dai traumi, nella termoregolazione ed ha anche una funzione sensoriale. Il follicolo pilifero è una invaginazione nell'epidermide che genera il pelo da una matrice o bulbo. Nei carnivori sono presenti tre tipi di follicolo:
  • 1 follicolo primario principale che contiene il pelo principale, o di guardia, che è lungo circa 4 cm nella maggioranza dei gatti a pelo corto.
  • 2 follicoli primari laterali che generano i peli di barba (peli secondari o tettori), questi 3 follicoli sono circondati da circa quindici follicoli secondari che producono il pelo lanuginoso (sottopelo).


Esistono diverse categorie di pelo:

  • I peli del mantello esterno, o di guardia (peli primari): lunghi, spessi, dritti, pigmentati, spatoliformi alle estremità distali. Elemento protettivo del mantello, abbondante nelle parti superiori del corpo.
  • I peli di barba (anch'essi protettivi): piegati all'estremità inferiore e appuntiti in punta, simili ad una clava.
  • I peli intermedi o eterotipici: questi peli sono ondulati e sottili alla base e anch'essi terminano in una clava. Hanno un ruolo protettivo.
  • Peluria o sottopelo: peli sottili, ondulati e molto densi con un ruolo di isolamento termico.
  • Peli tattili e vibrisse sono tipi speciali di peli presenti principalmente sul muso e sulle zampe anteriori. Sono collegati a recettori meccanici ed hanno un ruolo sensorio.


La crescita del pelo è costante e ciclica. Ciascun ciclo consiste di tre fasi principali: (anagen, catagen e telogen). Durante l'anagen, o fase di crescita, vengono generati circa 0,3 mm di pelo al giorno (peli di guardia). La fase catagen è una fase di transizione che precede la fase telogen di "riposo". Telogen è la fase più lunga, specialmente d'inverno. In certi periodi dell'anno è possibile osservare un ingresso raggruppato nella fase anagen. Tale perdita di pelo è stagionale ed è regolata essenzialmente dal ciclo luce-oscurità. La pulizia personale occupa la maggior parte della vita quotidiana del gatto ed è facilitata dalla sua lingua agilissima e ruvida con papille cornificate. Durante questa pulizia personale, il gatto ingerisce una grande quantità di pelo, specialmente in periodi di perdita di pelo.

25 marzo 2012

Pronto soccorso per il gatto disidratato

Se un gatto a causa di una patologia (infezioni virali e/o batteriche, malattie metaboliche, ecc.) non beve o beve in modo insufficiente o peggio presenta concomitanti vomito e/o diarrea, in poche ore va incontro a disidratazione più o meno grave, fino a morirne se non si interviene tempestivamente con la cura adatta, la fleboterapia e possibilmente con la fornitura di acqua o brodo per bocca, con una siringa senza ago. Soprattutto i gattini fino a 6 mesi si disidratano gravemente in poche ore, tanto più quanto sono piccoli. Nel caso non sia disponibile subito un veterinario in questi casi un nostro intervento potrebbe salvare la vita a molti gatti.
Cosa fare se il gatto non beve e non mangia

E' frequente che un gatto che sta male, non mangi e a volte (più grave) può capitare che non vada nemmeno a bere. I gatti per natura bevono molto poco ed assimilano gran parte dei liquidi necessari attraverso il cibo, ecco perché se non mangiano o mangiano in modo insufficiente rischiano di disidratarsi e necessitano, oltre che della cura per eliminare la malattia di base, della fornitura assistita di acqua e /o brodo per bocca, anche di idratazione attraverso fluidoterapia (flebo). Nell'attesa dell'intervento di un veterinario, provate a porgere sotto il naso del gatto la ciotola dell'acqua fresca: a volte la malattia li debilita e deprime al punto che non hanno la forza di alzarsi per andare a bere/mangiare. Offrite acqua o del brodo di carne tiepido. Se il gatto non ne vuole sapere di bere da solo, dovrete farlo bere con una siringa senza ago: riempitela di acqua o brodo (fornisce anche proteine, è anche un alimento), inseritela delicatamente nella parte laterale della bocca (dove c'è uno spazio tra i denti) e fate fluire il liquido controllando che deglutisca. Per non sporcare cercate di aiutarvi con uno straccio e soprattutto non dovrete insozzare o bagnare il gatto che potrebbe anche risentirne. Se il gatto deglutisce, bene, andate avanti così e ripetete l'operazione il più spesso possibile, finché lo richiede, fino a quando interverrà il veterinario. Non aspettate a consultare il veterinario perché un ritardo nella cura (e spesso basta una banale terapia antibiotica a risolvere il problema) potrebbe essere fatale, specie nei gattini!
Se il gatto non deglutisce e tutto il liquido fuoriesce ripetutamente, non c'è modo di farlo bere e/o vomita (brutto segno), l'unica cosa da fare sarà quella di idratarlo urgentemente attraverso fleboterapia sotto cute (di solito Ringer lattato) e sperare che riprenda a deglutire (mai smettere di fornire acqua e brodo per bocca ad un gatto anche se in contemporanea fleboterapia!). Se non è disponibile in tempi brevi un veterinario ed in casi veramente urgenti (in cui il mancato tempestivo soccorso comporterebbe gravi pericoli per il gatto) procuratevi in farmacia una flebo di Ringer lattato con diffusore (spiegate la situazione, dovrebbero darvela) e fate fare la flebo al gatto da chi sa o fatevi insegnare.


Come accorgersi se un gatto è disidratato
Per conoscere lo stato di idratazione di un gatto (o un gattino) è sufficiente sollevare e rilasciare la pelle della collottola ed osservare alcune cose: in un gatto normale la pelle è elastica, reattiva e ritorna velocemente nella posizione di partenza. Se invece il gatto è disidratato si ha difficoltà ad afferrare la collottola avendo l'impressione di toccare qualcosa di poco elastico, secco e stuccoso. La pelle tende a restare sollevata tornando lentamente nella posizione di riposo, tanto quanto più è grave lo stato di disidratazione.
A volte nei gatti adulti obesi o in alcuni "molto compatti" per natura può risultare difficile afferrare la collottola ma ciò non vuol dire che siano disidratati!

24 marzo 2012

Scolo nasale cronico e congiuntivite nei gatti

Scolo nasale cronico
Viene considerato cronico uno scolo nasale che dura da più di 30 giorni. Esistono almeno 8 tipi di malattie che possono essere responsabili di questa manifestazione. La natura dello scolo (muco, pus, sangue, ecc.) non è indicativa della sua eziologia (causa). I gatti colpiti, di solito mostrano periodicamente intensi episodi di starnuti.



Congiuntivite
Nei gattini (raramente negli adulti) è frequente l'irritazione oculare dovuta ad infezioni delle alte vie respiratorie (Calicivirus e Herpesvirus felini, Chlamydia). Gli occhi possono presentarsi arrossati, pieni di muco e pus, inoltre possono essere molto gonfi. Le palpebre tendono a chiudersi e ad incollarsi e se non si interviene tempestivamente con un'accurata pulizia ed con una terapia adeguata, il gattino perde gli occhi (nel vero senso della parola).


 

Cosa fare

Se si rinviene un gatto o un gattino con uno scolo nasale e/o oculare, nell’attesa del veterinario, pulire bene il naso e soprattutto gli occhi con un batuffolo di cotone inumidito con l’acqua tiepida, camomilla e un po’ olio d’oliva (emolliente). Se gli occhi sono chiusi cercare di aprirli delicatamente di modo che le palpebre non rimangano incrostate ed incollate. Il tutto dev’essere eseguito con molta delicatezza. Contattare il veterinario. Per il primo soccorso di gattini con gli occhi gonfi leggere QUI.
Cosa fa di solito il veterinario

Visita generale. Eventualmente esami radiografici per osservare i seni paranasali, indagini colturali, sierologiche, ecc.
Diagnosi differenziale

  • Infezioni virali: Herpesvirus o Calicivirus felini
  • Infezioni batteriche: Pseudomonas aeruginosa, Proteus mirabilis, Staphylococcus aureus, ecc.
  • Infezioni micotiche: Cryptococcus neoformans, Histoplsma capsulatum
  • Neoplasie: Adenocarcinoma, linfosarcoma, ecc.
  • Polipi infiammatori
  • Corpi estranei
  • Allergia alimentare
  • Atopia

Nei gatti in cui il problema si manifesta prima dei 6 anni d’età sono più probabili le infezioni virali o batteriche. In quelli con più di 10 anni, è invece più probabile una neoplasia (che determina in genere una deformazione monolaterale del dorso del naso o dell’intera area nasale). Le altre malattie non sono correlate all’età.

Trattamento
  • Antibiotici: nella maggior parte dei casi gli antibiotici possono alleviare temporaneamente le manifestazioni cliniche, perché in genere la situazione è complicata da infezioni batteriche secondarie.
  • Idratazione: la fluido terapia, è utilissima in caso di disidratazione, anche per fluidificare le secrezioni nasali.

23 marzo 2012

Quando il gatto beve molto

Se il gatto beve molto e fa molta pipì (polidipsia e poliuria)

Il gatto è un animale di origine "desertica" e per natura beve poco, rispetto ad altri mammiferi, avendo la capacità di assorbire grandi quantità d'acqua dal cibo umido.

Quando il gatto assume una quantità eccessiva d’ acqua (polidipsia, quantità superiore a 100ml/Kg/die), ciò può essere dovuto ad una condizione patologica, all’alterazione dei normali meccanismi omeostatici che regolano la sete e la formazione dell’urina. Se il gatto beve molto dopo aver mangiato crocchette, non si tratta generalmente di una malattia ma di un meccanismo fisiologico ed utile, infatti i cibi secchi industriali richiamano molta acqua, che deve essere necessariamente assunta dal gatto per evitare problemi di salute (soprattutto renali). Nella maggior parte dei casi però, specie se l’abbondante assunzione di acqua è accompagnata da una maggiore eliminazione di urina (poliuria, quantità superiore a 50ml/Kg/die), siamo di fronte ad alterazioni che possono essere conseguenza di stati patologici anche gravi. La poliuria (emisione abbondante di urina) non va confusa con un’emissione frequente, che invece è di solito correlata a stati infiammatori delle basse vie urinarie (cistite, presenza di calcoli nell’uretra, ecc.). La polidipsia/poliuria costituisce un problema frequente e può essere collegata ad una gran varietà di processi patologici. I più frequenti stati patologici che possono determinare polidipsia/poliuria sono:
  • Insufficienza renale cronica
  • Diabete mellito
  • Ipertiroidismo
  • Piometra

I segni clinici che accompagnano l’aumento della sete e della minzione variano in relazione alla causa primaria della malattia. Di solito la malattia renale cronica è il caso più frequente ed in questo caso (anche se non sempre) il gatto può manifestare anche altri segni: dimagrimento, mancanza di appetito, movimenti lenti, letargia, comportamento bizzarro nei confronti dell’acqua (zampe nella ciotola, testa sotto il rubinetto, scavare nell’acqua, ecc.). Mentre gli altri segni non sono tipici della malattia renale e possono essere presenti anche in altre condizioni patologiche, il comportamento bizzarro nei confronti dell’acqua è di solito il segno più precoce di patologia renale, anche quando non sia conclamata (indice di squilibrio?).

Altre cause meno comuni possono essere: epatopatie, diabete insipido, pielonefrite cronica, ipokaliemia, insufficienza renale acuta, ipercalcemia (di solito da leucemia), acromegalia da diabete insulino-resistente, iperadrenocorticismo (di solito presente in caso di diabete mellito insulino-resistente e gravi problemi dermatologici).
La diagnosi differenziale spetta naturalmente al veterinario.


Cosa fa di solito il veterinario?

Il veterinario effettua le indagini necessarie a verificare la presenza di patologie evidenziabili da alterazioni del sangue o delle urine: emogramma, profilo biochimico ed analisi delle urine. In particolare osserva i valori di creatinina, azotemia, bun, concentrazione delle urine (funzionalità renale), eccessiva presenza di glucosio nel sangue e/o nelle urine, chetonuria (diabete mellito). Per evidenziare eventuali epatopatie analizza i valori di AST, ALT , GGT e bilirubina. Per indagare sul funzionamento della tiroide può eseguire: T4 totale (umentato), potassio (diminuito), calcio (aumentato) ed esame urine. Possono essere eseguiti, se necessari, esami ecografici o radiografici. Il tutto è ovviamente accompagnato da un’attenta osservazione dello stato del gatto e da una approfondita visita. E’ importante che voi descriviate il più accuratamente possibile al veterinario eventuali segni o comportamenti insoliti manifestati dal gatto, per facilitare la diagnosi.
Trattamento

Interveti terapeutici primari:
acqua, per prevenire la disidratazione gli animali devono avere sempre a disposizione acqua fresca (cambiata il più spesso possibile), posta il ciotole pulite ed accuratamente risciaaquate con acqua corrente (no ai residui di detergenti). A volte il cloro dell’acqua può dare un odore sgradevole ed il gatto potrebbe preferire l’acqua piovana/stagnante: lasciatelo bere. La terapia della causa primaria (qualora sia possibile) è comunque essenziale per ottenere la risoluzione del problema.

Interventi terapeutici secondari: fluidoterapia (flebo sottocute o nei casi più gravi, endovena), è indicata nei gatti che presentano disidratazione.