15 marzo 2012

Quando il gatto vomita

Il vomito è l’eiezione forzata e riflessa del contenuto gastrico dallo stomaco attraverso la bocca. E’ accompagnato da nausea (salivazione, deglutizione, conati, irrequietezza, leccamento delle labbra) e contrazione dei muscoli addominali.

Cosa fare

Il vomito può essere un evento occasionale normale nel gatto oppure può essere indice di gravi patologie, a seconda della causa che lo provoca e dall’età e le condizioni fisiche del gatto. Può avere cause sia gastroenteriche che extra-gastroenteriche.

Vediamo quando il vomito deve allarmarci ed indurci a chiamare subito il veterinario:
  • Il vomito è ripetuto e si verifica anche a digiuno
  • Il gatto non mangia
  • Il gatto manifesta segnali di malessere (cambio improvviso di abitudini, sonnolenza, modificazioni del carattere, inappetenza, beve tanto, non si lava)

Se il gatto ha meno di 4 mesi d’età è importantissimo un tempestivo intervento terapeutico, i gattini possono infatti disidratarsi e morire nel giro di poche ore.

Non ci si deve preoccupare ma si deve consultare il veterinario se:
  • Nel vomito sono presenti vermi (il veterinario prescriverà un vermifugo)
  • Il gatto vomita saltuariamente ma non perde peso e si comporta normalmente (la causa potrebbero essere i tricobezoari ovvero il gomitolo di pelo)


Di solito non è il caso di preoccuparsi se:

  • Il vomito è occasionale, il gatto appare in salute, mangia e si comporta normalmentevomito si
  • Il verifica dopo aver mangiato erba (i cui residui si trovano al suo interno)
  • Il vomito contiene pelo (è il così detto “gomitolo”)


Diagnosi differenziale (possibili cause di vomito)


Vomito causato da malattie extragastroenteriche
  • Malattie metaboliche: insufficienza renale, ostruzione del tratto urinario, malattie epatobiliari, disordini elettrolitici ed acido/basici.
  • Endocrinopatie: ipertiroidismo, diabete mellito complicato
  • Malattie meno comuni: malattie neurologiche, cardiovascolari e pancreatiche, filariosi cardiopolmonare, malattie FeLV/FIV associate e grave stress.



Vomito causato da malattie gastroenteriche
  • Ostruzione: corpi estranei, neoplasie, stenosi, intussuscezionevirali (panleucopenia)
  • Gastroenteriti aspecifiche
  • Allergia alimentare
  • Infiammazioni intestinali
  • Gastroenteriti virali (panleucopenia)
  • Linfoma ed altre patologie gastroenteriche
  • Gastrite da Helycobacter
  • Costipazione ostinata
  • Disordini gastroenterici funzionali
Cosa fa di solito il veterinario

Il veterinario prende in considerazione le cause comuni di malattie extragastroenteriche (ad es. patologia renale, FIV, FeLV, ecc.) prima di iniziare le ricerche specifiche per quelle gastroenteriche primarie. Una volta escluse le comuni cause extragastroenteriche del vomito, è possibile prendere in considerazione quelle gastroenteriche primarie.
Trattamento
  • Trattamento della causa primaria
  • Tenere a riposo l’intestino: nulla per os per 24-48 ore
  • Correggere gli eventuali squilibri idrici, elettrolitici e/o acido-basici: somministrazione sottocutanea (o endovenosa nei casi più gravi) di fluidi
  • Dieta povera di grassi e facilmente digeribile, preferire alimenti freschi come carne cruda o cotta (se il gatto gradisce) o pesce fresco ben lavato e disossato (cotto o crudo).
  • Somministrazione di fermenti lattici

Il ciclo estrale della gatta

Per la gatta l’inizio dell’attività ovarica e quindi del ciclo estrale, segna il passaggio dalla fase prepubere a quella della pubertà.

Tale passaggio non avviene ad un’ età precisa ma è condizionato da diversi fattori, tra cui la durata della luce diurna (fotoperiodo), il momento dell’anno in cui è nata la gatta, lo stato alimentare, la temperatura ambientale, ecc.; Possiamo quindi, da un punto di vista generale, considerare un intervallo di tempo che va dai 6 ai 9 mesi d’età.

Non dimentichiamo che esistono gatte che, in condizioni ambientali e nutrizionali buone, possono manifestare il primo calore a 4-5 mesi. L’ovulazione della gatta non è spontanea come avviene per es. nella specie umana, ma provocata, essa viene indotta naturalmente con l’accoppiamento (stimolazione della cervice) e artificialmente con la somministrazione di ormoni (se il coito è sterile si ha ugualmente ovulazione, i corpi lutei si formano normalmente, secernono il loro ormone e poi regrediscono e la durata di questo ciclo di pseudo-gravidanza è di circa 42 giorni). Vediamo ora nel dettaglio quali sono le fasi estrali della gatta.




Proestro

La durata del proestro varia da 1,5-2 giorni, in questa fase i maschi sono attratti dalle femmine che però, per ora, non sono recettive ma mostrano solo una serie di cambiamenti comportamentali come, lo strofinare la testa e il collo contro oggetti, il continuo miagolare, il mettersi in posizione e il rotolarsi.

Può succedere che, in alcune gatte, questo stadio sia meno evidente e tutto quello che si osserva è un comportamento più affettuoso. Se la gatta vive in comunità anche con altre femmine è possibile che durante il proestro le gatte diventino più sociali tra loro, lavandosi a vicenda e dormendo assieme (figura sotto). Il maschio in questa fase viene regolarmente respinto con delle zampate.

Estro (calore)
La durata dell’estro varia dai 4 ai 10 giorni (4 giorni se il calore avviene in presenza del maschio e 10 se la gatta non si accoppia). Questo è il periodo in cui la gatta accetta il maschio ed avviene l'ovulazione. Il numero di ovuli liberati (da 2 ad 11) dipende dal numero e specialmente dalla frequenza degli accoppiamenti (tre volte ogni tre-quattro ore). L'ovulazione ha luogo da 24 a 30 ore dopo l'accoppiamento. Durante l'estro, la gatta presenta un vero e proprio comportamento di corteggiamento: miagola insistentemente, si strofina contro gli oggetti, si rotola sul pavimento ed assume una posizione caratteristica a dorso curvo in lordosi con movimenti scalpitanti degli arti posteriori. A volte manifesta il desiderio di allontanarsi da casa (spesso cacciandosi nei guai, attenzione!) e può urinare fuori dalla lettiera.

Diestro
La durata del diestro varia da 8 a 10 giorni ed è caratterizzato dall’inattività sessuale.
Anestro

La durata dell’anestro è di 3-4 mesi ed è il periodo di inattività sessuale prolungata, questo stadio compare generalmente tra Settembre e Gennaio, anche se la vita agiata e l’alimentazione molto ricca, stanno portando la gatta ad avere cicli estrali per tutto l’anno.

Se la gatta si accoppia e avviene l’annidiamento (dopo 14-16 giorni dalla fecondazione) s’instaura la gravidanza. L’estro ricompare generalmente 4 settimane dopo il parto, proprio quando la gatta sta ancora allattando.



14 marzo 2012

Accoppiamento e concepimento nei gatti

Quando la gatta entra nel periodo proestrale (che precede l'estro o calore, di qualche giorno ed in cui si completa la maturazione dei gameti femminili), il maschio, attratto dai feromoni femminili, si attiva ed inizia ad "assediare" la femmina cercando di accoppiarsi.
In particolare emette dei caratteristici rapidi miagolii cercando di afferrare velocemente la gatta sulla collottola (o dove capita). La gatta, nonostante si rotoli a terra e si strusci sugli oggetti, tipicamente reagisce con zampate e soffiate ogniqualvolta il maschio si avvicini o tenti l'accoppiamento. Questo comportamento prosegue per alcuni giorni finchè subentrando l'estro vero e proprio (calore) la gatta diviene disponibile ad accoppiarsi. Il maschio (o i maschi, se ce ne son più di uno) si accoppia riperutamente con la gatta, trattiene saldamente fra i denti la collottola della femmina e si adagia sopra di lei. La femmina si appiattisce sul terreno ed estende gli arti posteriori verso l'esterno e all'insù. Quindi, il maschio muove i propri lombi per appoggiare il pene contro la vulva della femmina (può continuare per diversi minuti, mentre la femmina scalpita e rugna) fino a che non penetra nella vagina, causando un improvviso ed assordante "miagolio di accoppiamento" dovuto probabilmente al fatto che il glande del pene è ricoperto da minuscole papille coniche che diventano rigide durante l'accoppiamento. Il coito dura dai 5 ai 10 secondi. La femmina tipicamente scappa soffiando, si rotola energicamente a terra e agita violentemente la coda, leccandosi ripetutamente la vulva. Gli accoppiamenti continuano fino a che si instaura una gravidanza (generalmente entro 3-4 giorni). Durante il calore sia i gatti che le gatte spesso non mangiano, non dormono e il maschio, mordendo la femmina sulla collottola (a volte trascinandola e tirando forte la pelle) spesso le provoca delle ferite, ne viene che si sottopongono a forti stress, in seguito ai quali non è raro che si ammalino o peggiorino uno stato di salute precedentemente già compromesso. Questa evenienza è comune nelle colonie feline dove si trovano molti maschi interi (non castrati) e poche femmine non sterilizzate (perchè fuggite ai programmi di sterilizzazione), puntualmente "assaltate" da un grande numero di maschi particolarmente attivi.






 
Nel gatto esiste la competizione spermatica e la possibilità di multi-paternità, ovvero gli ovociti della femmina possono venir fecondati da spermatozoi provenienti ga gatti diversi: in una singola cucciolata si possono avere cioè gattini con padri differenti.

Dopo l'accoppiamento (solo se il gatto è intero, non sterile) si hanno:
  • Progestazione, o la fase in cui le uova migrano liberamente, vengono distribuite nell'utero e subiscono la segmentazione. Le uova entrano nell'utero da 4 a sei 6 giorni dopo l'ovulazione.
  • Impianto, o l'attecchimento delle uova nell'utero, cioè la penetrazione attiva degli ovociti fecondati nella mucosa uterina preparata a questo scopo.

Fisiologicamente, grazie alla placenta, questo è l'inizio di un rapporto speciale fra la madre e il feto. L'impianto ha luogo dai 13 ai 14 giorni dopo l'ovulazione.

13 marzo 2012

Sviluppo e crescita dei gattini

Alla nascita
La madre lecca il gattino appena nato e in questo modo lo libera dalla placenta. Ciò ha una funzione di stimolazione e di risveglio del cucciolo e si prolunga ben oltre il momento della nascita. La prima attività del piccolo consiste nel trovare le mammelle della madre, soprattutto attraverso i primi sensi sviluppati, il tatto e l'olfatto (al momento della nascita, il gattino ha già un olfatto piuttosto sviluppato, che gli consente di ritrovare la madre in un raggio di 50 cm). Il gattino alla nascita è incapace di regolare la propria temperatura corporea, è molto fragile e strettamente dipendente dalla madre, che mantiene calda la cuccia/tana.
Al momento della nascita il gattino possiede un apparato digerente adatto alla digestione del latte materno. Il latte di gatta è ricco di proteine, di sostanze grasse e contiene lattosio, lo zucchero del latte. Grazie ad un enzima, la lattasi, il piccolo è in grado di digerire il lattosio. Le capacità digestive del cucciolo aumentano progressivamente ed è così che molti gatti adulti, che hanno ormai perduto tale enzima, non riescono a digerire il lattosio e quindi il latte. Il lattosio non digerito attraversa l'intestino tenue e raggiunge l'intestino crasso, dove fermenta grazie a dei batteri. Questa fermentazione può causare diarree acide.
Quando le capacità di digestione del lattosio del latte diminuiscono, il gattino acquisisce progressivamente altre attività enzimatiche, come l'amilasi, un enzima che consente la digestione degli amidi. La partecipazione delle proteine al valore energetico del latte è già un presagio, nel gattino, del carattere di carnivoro assoluto che apparterrà al gatto adulto. Il gatto è incapace di risparmiare proteine, quindi bisogna che la sua dieta ne sia ricca.
La gatta allatta i piccoli fino a 6-7 settimane di vita, ma la capacità di masticare alimenti solidi compare verso la quarta o quinta settimana, contemporaneamente alla capacità di digerire alimenti solidi. Il gattino, a quest'età, si orienta spontaneamente verso lo svezzamento.
Tra la nascita e l'età adulta, il gattino acquisisce numerose capacità. I principali cambiamenti si osservano prima dello svezzamento, vale a dire quando il cucciolo prende ancora il latte della madre.

I sensi

Il piccolo nasce cieco e sordo ed acquisisce l'uso di vista e udito quasi contemporaneamente. L'udito compare verso i 5 giorni di vita, ma solo dopo 14 giorni il gattino potrà orientarsi in rapporto ai suoni ed acquisirà le stesse capacità di un adulto verso il primo mese di vita, quando riconoscerà perfettamente la voce della madre.

Il gattino apre gli occhi dopo 10-12 giorni dalla nascita ma dovranno passare ancora 3 o 4 giorni prima che acquisisca la nozione della profondità di campo. L'adattamento all'acquisizione simultanea della vista e dell'udito richiede alcuni giorni. Il gattino dimostra molto presto un grande senso dell'equilibrio, anche se è ancora un po' goffo. Il cucciolo coordina difficilmente i movimenti prima delle 2 settimane di vita; dopo 17 giorni comincia a coordinare la camminata a quattro zampe e verso le 3 settimane di vita diventa abbastanza agile da grattarsi l'orecchio con una delle zampe posteriori.



La maturazione dentale

I denti da latte (decidui) cominciano ad apparire a 2 settimane fino a completarsi a circa 2 mesi. I denti permanenti invece appaiono: gli incisivi 3,5-4 mesi, premolari 5-6 mesi, canini 5-6 mesi. Dentizione completa 6 mesi.
La data di comparsa dei denti da latte e dei denti definitivi consente di stabilire con una certa facilità l'età di un gattino.


Sviluppo delle proporzioni corporee

Le grandi regioni anatomiche si sviluppano con tempi diversi. Il gattino, infatti, ha alla nascita una testa relativamente grossa; in seguito si assiste ad un allungamento delle membra: il cucciolo sembra tutto gambe, e questo gli conferisce un'andatura dinoccolata. Per ultimo si allunga il resto del corpo, fino a raggiungere le proporzioni tipiche dell'animale adulto.
La normale crescita del gattino, dal concepimento all'età adulta, avviene in 3 fasi:
  • Il periodo neonatale dura all'incirca 4 giorni dopo la nascita, durante i quali il ritmo di crescita è estremamente variabile, soprattutto in rapporto alle condizioni del parto. I gattini che hanno sofferto al momento della nascita possono avere un periodo di stagnazione del peso, ma una perdita di peso è un evento eccezionale.
  • Durante il periodo di allattamento esclusivo, rappresentato dalle prime 4 settimane di vita, la crescita è regolare, lineare, e consente infatti di prevedere il peso in funzione dell'età. Il peso a 7-10 giorni è uguale al doppio del peso alla nascita; il peso a 4 settimane è uguale a quattro volte il peso alla nascita. La crescita in periodo d'allattamento rispecchia in modo diretto la qualità della lattazione e le cure materne dedicate ai gattini.
  • Il periodo di pre-svezzamento: periodo di transizione alimentare che va dalle 4 alle 7 settimane di vita. Verso la quarta, quinta settimana, è possibile costatare un rallentamento del ritmo di crescita, corrispondente ad una diminuzione della lattazione associata ad un minor consumo di alimenti transitorio. Verso la settima settimana, si osserva una ripresa del ritmo di crescita, che segnala la fine dello sezzamento: il gattino consuma ormai una quantità di alimenti solidi sufficiente a consentire una ripresa della crescita. Attenzione: anche durante questo periodo di transizione, il cucciolo continua ad aumentare di peso. A 8 settimane il peso è generalmente il doppio del peso registrato a 4 settimane, vale a dire 8 volte il peso alla nascita.
  • Il periodo di post-svezzamento, dopo 8 settimane, segna l'inizio del periodo di autonomia del gattino, corrispondente all'espressione delle potenzialità genetiche. La diversità individuale si esprime allora pienamente. Il cucciolo si nutre da solo e a volontà, e cresce fino a raggiungere la taglia di giovane adulto. Verso i 10-12 mesi lo sviluppo è completo, anche se i maschi col tempo tendono a divenire più corpulenti e ad assumere la tipica fisionomia maschile (testa grossa, spalle robuste e muscolose), di solito completa verso i 3 anni d'età. Ciò non avviene invece nei maschi sterilizzati entro l'anno d'età, che tendono a conservare una corporatura meno muscolosa e tratti più "femminili"

 
Fattori che influenzano la crescita dei gattini
  • Stress ambientale. Il periodo dell'allattamento è faticoso per la madre e delicato per il gattino. Se la madre viene continuamente disturbata, la poppata ne soffrirà: è importante lasciare in pace madre e piccoli il più possibile. La crescita del gattino avviene, come in tutti i piccoli, durante il sonno. Nei primi giorni di vita il gattino dorme quasi continuamente e prende il latte della madre quando questa lo sveglia leccandolo. Crescendo, il cucciolo comincerà a passare più tempo giocando o esplorando l'ambiente circostante e meno tempo a dormire. La qualità del suo sonno, tuttavia, conserva un ruolo fondamentale. Lo stress può indurre la secrezione di ormoni che possono gravemente alterare l'equilibrio ormonale e la crescita. Perciò, un ambiente che generi stress può nuocere al benessere dei piccoli e a quello della madre, compromettendo anche una crescita che si preannunciava ottimale. L'ambiente che circonda la cuccia e la cucciolata dev'essere protetto da qualunque tipo di cambiamento traumatico (sbalzi di temperatura, presenze inconsuete, rumori, bambini invadenti, ecc.). I gattini non andrebbero toccati né tanto meno manipolati, soprattutto nei primi 10 giorni di vita, sono molto delicati e piccoli.
  • Le dimensioni della cucciolata. I gattini di cucciolate numerose pesano generalmente meno di quelli appartenenti a cucciolate più limitate. Questa differenza di peso tende ad aumentare durante le prime settimane di vita: una cucciolata numerosa significa infatti che la quantità di latte dev'essere divisa fra un maggior numero di cuccioli. I piccoli di cucciolate numerose (6 o più gattini) sono più leggeri fino a circa due mesi di vita. Solo dopo lo svezzamento, quando il gattino comincia ad assumere alimenti solidi, la differenza tende ad attenuarsi.
  • Fattori nutrizionali. L'alimentazione della madre durante la gestazione influisce sul peso alla nascita dei gattini. Dalla nascita allo svezzamento, l'alimentazione del cucciolo si limita al latte materno, la cui qualità e quantità sono pertanto fattori determinati della crescita e della salute dei gattini. L'alimentazione materna e l'alimentazione del cucciolo vanno entrambe prese in considerazione. Spesso la gatta manifesta voglie particolari che, salvo contriondicazioni mediche particolari, vanno rispettate, ad esempio, alcune richiedono la panna montata (senza zucchero!). E' importantissimo che la gatta abbia sempre a disposizione acqua fresca e se lo desidera anche latte diluito con l'acqua o brodo tiepido: durante la lattazione aumenta il fabbisogno di liquidi.
Apprendimento ed interazioni con la madre

Anche dopo lo svezzamento i gattini continuano ad interagire tra loro e con la madre, con la quale esiste una comunicazione molto complessa, basata su un vasto repertorio di suoni, atteggiamenti, interpretazione di odori ed emozioni. I gattini imparano così a socializzare, a dosare la forza dei morsi e a coordinare i movimenti: giocando alla lotta, a prendere la coda di mamma gatta e a rincorrersi imparano le fondamenta di quelli che saranno i comportamenti adulti di predazione, difesa del territorio, ecc.
Per questo è molto importante che i cuccioli rimangano il più possibile insieme ed accanto alla madre, almeno fino a 2 mesi e mezzo e anche oltre, pena uno sviluppo non armonioso con possibili turbe del comportamento nel gatto adulto.



8 marzo 2012

Gravidanza parto e allattamento nella gatta


Gravidanza

La gravidanza della gatta dura dai 58 ai 63 giorni.


Parto (nascita)

La secrezione del latte inizia diversi giorni prima della nascita. Subito prima del parto, la femmina diventa nervosa, e spesso si ritira nel nido preparato per lei, o in quello che ha precedentemente scelto lei stessa per partorire. E' molto importante che la "tana" sia in un posto intimo, riparato da sbalzi termici, rumori e presenze disturbanti (gente, bambini, cani, ecc.). Il parto dura circa 6 ore, con un periodo da 10 a 60 minuti fra una espulsione e l'altra. Il numero medio di gattini per cucciolata è da 3 a 5. Di solito le gatte giovani al primo parto (primipare) partoriscono da 1 a 3 gattini. Per il gatto soriano, il peso medio alla nascita è di circa 100 g. e varia in funzione di svariati fattori, che sono:
  • Il sesso: le femmine pesano un po' meno dei maschi.
  • Le dimensioni della cucciolata: quando i piccoli sono più numerosi, alcuni sono più leggeri.
  • L'alimentazione della madre durante la gestazione: gatte ipernutrite tendono a mettere al mondo cuccioli più grossi e cucciolate più numerose.

Una gatta può avere 5 cucciolate in 2 anni. La madre taglia il cordone ombelicale e lecca vigorosamente ogni gattino. Di solito ingerisce le placente ma a volte non lo fa, specie se ben nutrita e viziata. Rimane nello stesso posto dalle 24 alle 48 ore. I gattini cominciano a succhiare il latte da una a due ore dopo la nascita. Sarà bene offrirle un po' d'acqua fresca da bere.
Nei primi giorni seguenti il parto la gatta respira velocemente, è agitata e può essere aggressiva, soprattutto nei confronti dei gatti maschi (di solito mai con gli umani, a meno che non senta minacciata l'incolumità dei propri gattini): questo effetto è amplificato dall'ormone ossitocina, prodotto durante il parto e l'allattamento. E' abbastanza frequente che la gatta dopo qualche giorno cerchi di spostare i gattini, a volte le gatte non si sentono sicure e preferiscono cambiare più volte giaciglio, soprattutto se si sentono disturbate.


Allattamento 

La gatta si sdraia sul fianco in modo da rendere accessibili le mammelle. Le prime poppate del gattino non gli apportano latte ma il colostro, che ha un aspetto e una composizione diversi da quelli del latte e soprattutto contiene numerosi anticorpi che il gattino è in grado di assorbire a dosi massicce durante le prime 16 ore di vita. Sono proprio tali anticorpi che lo proteggeranno dalle infezioni per un periodo che va da pochi giorni a qualche settimana. Dopo qualche giorno, attaccandosi alla mammella, il gattino riceverà invece del latte. Il latte di gatta è comunque sempre ricco di anticorpi. Quando il gattino non ha potuto ricevere il colostro materno, se possibile è bene somministrargli del latte di gatta nelle prime 16 ore di vita (farlo adottare da una gatta disponibile), per permettergli di acquisire gli anticorpi, anche se il colostro è sempre preferibile poiché, oltre agli anticorpi, contiene altri elementi assenti nel latte. Un gattino che non riceve il colostro e/o il latte materno per un tempo sufficiente, può andare incontro a gravi infezioni e/o squilibri immunitari.

Grafico: composizione media (%) del latte di gatta.  


Nel corso delle prime 48 ore, la gatta non lascia i suoi piccoli. Questi succhiano frequentemente, all'incirca ogni 20 minuti e ingeriscono dai 2 ai 3 mL circa di latte alla volta. Il peso dei gattini aumenta molto rapidamente (dovrebbe raddoppiare in 7 giorni). Dopo ogni sessione di allattamento la gatta lecca i gattini, con particolare attenzione alla loro regione ano-genitale. La consumazione di un pasto, insieme alla stimolazione della lingua materna, induce i gattini ad eliminare urina e feci, che vengono mangiate dalla madre. All'inizio i gattini non si muovono molto e i loro occhi sono chiusi. Aprono gli occhi fra il decimo e il quattordicesimo giorno. Quando hanno all'incirca 3 settimane, i gattini iniziano ad esplorare e imparano rapidamente a fare i propri bisogni fuori dal nido. Se i gattini vengono esposti a cibi solidi, proveranno ad ingerirli. Gradualmente, il consumo di cibi solidi prolunga il tempo intercorso fra sessioni di allattamento. Lo svezzamento è in genere completo da 2 mesi, due mesi e mezzo dalla nascita, anche se i gattini tendono a cercare di succhiare il latte anche per mesi dopo lo svezzamento, anche se più per scopi emotivi e ludici che per scopi alimentari, finchè la gatta ad un certo punto li respinge. Il mantenimento e la secrezione del latte dipendono dalla stimolazione delle mammelle durante l'allattamento.
Bisogna fare molta attenzione se sono presenti dei gatti maschi interi (non castrati) nei paraggi: durante la fase di allattamento il maschio può uccidere i gattini per anticipare il ritorno in calore della gatta, in quanto l’estro ricompare generalmente 4 settimane dopo il parto, proprio quando la gatta sta ancora allattando. 




7 marzo 2012

Muscolatura e movimento del gatto


Muscolatura e movimento del gatto



Come tutti i Felidi il gatto è un carnivoro. Per catturare la preda, il gatto può, in maniera potente, rapida e precisa mobilizzare le sue 279 ossa, i suoi 5000 muscoli e 30 denti. Ha muscoli molto potenti sostenuti da uno scheletro ben adatto al salto, all'arrampicamento e al combattimento, le articolazioni sono molto mobili e flessibili, in particolare la colonna vertebrale e l'articolazione della spalla che è aperta e libera, permettendo all'animale di ruotare le zampe anteriori praticamente in tutte le direzioni senza difficoltà.

Il gatto può rapidamente sviluppare una considerevole forza rispetto al suo peso ma non è in grado di mantenere a lungo questo sforzo: come tutti i felini, il gatto non ha una grande resistenza. In un solo salto può raggiungere notevoli altezze rispetto alle sue dimensioni.  La coordinazione della contrazione dei vari gruppi muscolari è importante per il successo nel combattimento. Nei gatti, questa orchestrazione da parte del cervello e del cervelletto è molto efficace, consentendo movimenti estremamente precisi anche a velocità elevate e rapidi cambiamenti nella direzione del movimento.

I gatti presentano cinque dita in ciascuna zampa anteriore e quattro in ciascuna zampa posteriore. Elastici ed estensibili, consentono al gatto di muoversi in completo silenzio, con i cuscinetti che fungono da ammortizzatori.



6 marzo 2012

Comportamento del gatto: domande e risposte


Mangia solo scatolette e rifiuta gli altri cibi. Cosa dovrei fare per variare l’alimentazione?

Purtroppo i cibi industriali, specie le scatolette, contengono una grande quantità di appetizzanti (aromi) atti ad ingannare l’olfatto del nostro micio e fargli credere di mangiare una gran delizia, quando purtroppo di solito non è così. Una volta abituati a tali cibi dagli odori forti, alcuni gatti potrebbero non apprezzare gli odori più tenui della carne cruda o del pesce fresco. In questi casi non fate l’errore di lasciare lì carne o pesce aspettando che lo mangino perché si deteriorerebbe e poi dovrete buttarlo. Se non lo gradisce mettete il cibo in frigorifero e copritelo con una carta e offritelo in un secondo momento. Se il gatto è “drogato” di scatolette è probabile che faccia il digiuno piuttosto che mangiare il cibo “genuino” che stazionerà in frigorifero per una giornata e più, preparatevi perciò a dare qualche ciotola di cibo avanzato ai randagi prima di farlo andare a male. Dopo un po’ il vostro gatto dovrebbe “cedere” ed accettare il cibo fresco. Si raccomanda però di integrare le scatolette con cibo a lui adatto, freschissimo e di ottima qualità (riferirsi alla sezione alimentazione per maggiori info) e di non pretendere che il gatto mangi gli avanzi della vostra cena o le lische del pesce, non è una iena africana ma un animale molto delicato ed esigente. Si presuppone inoltre che il gatto sia sano e non abbia problemi di appetito dovuti a qualche patologia, in questo caso è ovvio che non si tratta di “vizio” ma è un problema che va affrontato in altro modo e comunque fornendogli dei cibi molto appetibili (e le scatolette sono molto appetibili, anche se non proprio salutari per il gatto nel caso mangi solo quelle).

Il gatto mette le zampe nella ciotola dell’acqua, che significa?

Purtroppo nella maggioranza dei casi non è un buon segno. A meno che non lo faccia saltuariamente come per toccare l’acqua (scrollando poi rapidamente la zampa), se immerge le zampe anteriori nella ciotola o “scava” nell’acqua prima di bere, tutto ciò può essere il segno di una patologia renale cronica in atto o latente. Se il gatto corre lì del lavello ogni volta che aprite l’acqua o cerca acqua fresca e lo vedete spesso bere, è quasi certo che siamo in presenza di un’insufficienza renale cronica. Richiedete al vet un esame del sangue per la funzionalità renale: se non si aspetta troppo tempo, con un’alimentazione adatta e al caso un’integrazione farmacologica si può rallentare di molto la progressione della malattia.





Il gatto non copre i bisogni. Perché?

I gatti coprono i propri bisogni per cancellare le tracce odorose che potrebbero allontanare le potenziali prede dal loro territorio o richiamare predatori pericolosi soprattutto per i gattini. Quando un gatto non copre i bisogni ciò potrebbe indicare un tentativo di affermare la propria “presenza” in casa, soprattutto se ci sono altri gatti. Può trattarsi di un gatto dominante o più probabilmente un gatto che sentendosi insicuro avverte il bisogno di far sentire la sua presenza in casa. Se non vi sono altri gatti è probabile che il messaggio sia rivolto al padrone, per comunicargli un disagio o una situazione di malcontento.

Il gatto spruzza urina o fa la pipì in giro per la casa. Cosa significa?

Per prima cosa dovrete controllare se la cosa ha cause mediche, come FUS o cistiti. A volte è utile distinguere tra “spruzzare” (viene fatto sui muri o altre superfici più o meno verticali) e “urinare” (che generalmente riguarda i pavimenti). Gli spruzzi sono spesso un problema comportamentale mentre le urine riguardano più spesso un problema medico. Di solito i gatti non sterilizzati (soprattutto i maschi ma anche le femmine) marcano il territorio con l’urina per informare gli altri gatti della loro presenza oppure semplicemente per delimitare il territorio. Questo comportamento però può essere presente anche nei gatti sterilizzati e può anche attivarsi all’improvviso dopo uno stress (ad es. l’arrivo di un altro gatto, cambio di casa, allontanamento del padrone, ecc.) denunciando qualche turba psicologica/biologica. Di solito tendono a fare la pipì sempre negli stessi anfratti della casa, sembrano prediligere i sacchi di nylon di colore nero e gli oggetti “nuovi” con odori a loro non famigliari (per es. la borsa dell’amico, la legna appena portata a casa). Non fate l’errore di lavare le superfici imbrattate con la varechina o l’ammoniaca, che li attira moltissimo, preferite essenze agrumate, limone o aceto, essenze balsamiche. Sistemate delle vaschette di plastica tipo piccole lettiere ma vuote nei punti della casa più frequentemente presi di mira dagli odorosi spruzzi, vedrete che i gatti tenderanno a fare la pipì lì dentro invece che sul muro o sul divano. A volte i gatti non amano fare la pipì nella lettiera dove invece fanno la popò, questo perché in natura difficilmente le fanno nello stesso posto, ecco perché le mini lettiere vuote potranno esservi d’aiuto.


Quando arriva qualcuno che non conosce sparisce. E’ normale?

Non tutti i gatti sono socievoli e sornioni, molti sono schivi e non apprezzano l’arrivo di estranei, reagiscono con paura e si infilano sotto il letto dove rimangono anche per ore. Dipende dal carattere del gatto ma attenzione, dipende anche da chi è l’ospite. I gatti, come molti animali, percepiscono le più recondite intenzioni altrui e… se a micio non piacciono delle persone in particolare, state attenti con chi avete a che fare, forse scoprirete che le persone in questione non sopportano i gatti, che sono violente, o dei poco di buono, ecc.

Fa le fusa, gioca e ad un tratto morde forte fino a fare male

Le cause di questo comportamento possono essere diverse:

  • Il gatto si è semplicemente seccato di giocare e abbiamo ignorato i suoi (anche fugaci) segnali di irritazione. In questo caso di solito prima di mordere ha un’espressione particolare, un po’ “quadrata”, baffi in avanti e appena ha morso si ritira come in atteggiamento “colpevole” (a terra, orecchie indietro) e/o scappa di corsa. E’ molto frequente nelle femmine.

  • Il gatto non ha imparato a dosare la pressione del morso poiché è stato adottato quand’era molto piccolo (ha perso prematuramente la madre) e non ha avuto la possibilità di giocare con altri micetti della sua stessa età per un tempo sufficiente. E’ infatti anche giocando con la madre e con i fratellini che i mici imparano a distinguere il morso “per gioco” dal morso più violento destinato all’offesa o all’uccisione della preda. In questo caso il micio tende a stringere troppo anche durante i giochi e va scoraggiato (alzando la voce, senza fargli male! ).






14 novembre 2011

Piccioni e malattie: miti da sfatare


I piccioni o colombi non sono portatori di malattie per l'uomo (né per gli animali domestici), lo confermano recenti studi all'Università di Basilea.
I ricercatori hanno passato in rassegna la letteratura italiana, francese, tedesca e inglese sulla trasmissione di malattie dal Piccione di città agli esseri umani, mentre i dati più recenti sono stati ottenuti grazie al database sanitario “PubMed”.
Dall’analisi di 77 studi epidemiologici effettuati su popolazioni di Colombo di città presenti in 60 aree urbane e regioni, è emerso che su un totale di 60 organismi patogeni (di cui 5 virus, 9 batteri, 45 funghi e 1 protozoo) trasmissibili dal Colombo di città all’uomo, soltanto 7 di essi hanno trasmesso malattie all’uomo. In un periodo di tempo pari a 60 anni e compreso tra il 1941 e il 2003, si sono verificati in totale solo 176 casi documentati di trasmissione di patologie dai Colombi di città agli esseri umani, patologie comunque di lieve entità. Tra di essi, solo un caso di Salmonellosi e un caso di toxoplasmosi, malattie che spesso vengono enfatizzate da amministratori locali per giustificare uccisioni indiscriminate, ma che in pochissimi casi, come documentato dalla ricerca svizzera, si trasmettono dai Colombi all’uomo, nonostante questi uccelli ne siano portatori. Per l’ornitosi si sono registrate poche decine di casi. Anche per l’influenza aviaria, infine, non vi sarebbe alcuna evidenza sperimentale che i Colombi siano un importante vettore per la malattia virale.
Il mero isolamento di un agente patogeno nel Colombo non dice nulla quindi, sul rischio di trasmettere agenti patogeni all’uomo.  Secondo i ricercatori, i risultati delle molte indagini effettuate sono quindi più consone a indicare lo stato di salute degli stessi Colombi di città, piuttosto che a valutare il rischio per la salute dei cittadini. In questo contesto risulta importante una corretta educazione/informazione della popolazione.

Esperienze personali

In anni di attività presso ricoveri per animali selvatici ed urbani ho manipolato spesso animali di tutte le specie tra i quali colombi di città, anche malati. Spesso non ho usato i guanti. Né io né altre persone occupate nelle medesime attività abbiamo mai contratto malattie, nemmeno di lieve entità, che siano imputabili al contatto con i colombi.  Ne viene che le probabilità che un piccione possa trasmettere delle malattie ad una persona media, senza che vi sia neppure il contatto diretto, sono evidentemente bassissime.


Fonti bibliografiche

Haag-Wackernagel D, Moch H.  2004, Health hazards posed by feral pigeons.  1: J Infect. 2004 May;48(4):307-13

Esperienza diretta