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22 aprile 2012

Anatomia e fisiologia del gatto: sistema linfatico

Il sistema linfatico è un sistema complesso costituito da organi linfatici, quali il midollo osseo, le tonsille, il timo (nei giovani) e la milza, e da una serie di linfonodi, che sono collegati tra loro da una rete di sottili vasi linfatici. I linfonodi sono aggregati di tessuto linfatico disposti a intervalli lungo il decorso dei vasi linfatici, drenano e arrestano germi o cellule tumorali, comportandosi come veri e propri "posti di blocco".
I tessuti producono un liquido chiaro detto linfa che viene fatto circolare in tutto il corpo tramite i vasi linfatici. La linfa contiene i linfociti, globuli bianchi che hanno la funzione di difesa contro le infezioni e le malattie (i linfonodi si ingrossano quando diventano attivi per combattere un agente estraneo).
Sistema linfatico e sanguigno sono collegati tra loro.




Le principali funzioni del sistema linfatico sono:
  • Riportare in circolo il liquido e le proteine filtrati dai capillari sanguigni
  • Trasferire i grassi assorbiti a livello dell'intestino tenue nella circolazione sistemica
  • Catturare e distruggere batteri, virus, cellule tumorali ed altri agenti estranei all'organismo, producendo e trasformando le cellule deputate alla loro neutralizzazione.
Schema del sistema linfatico del gatto e dei linfonodi potenzialmente* esplorabili clinicamente






1. Linfonodi ascellari accessori
2. Linfonodi ascellari
3. Linfonodo cervicale superficiale ventrale
4. Linfonodi cervicali superficiali dorsali
5. Linfonodo retrofaringeo mediale
6. Linfonodi mandibolari
7. Linfonodo parotideo
8. Linfonodo retrofaringeo laterale
9. Linfonodi mediastinici craniali
10. Linfonodi mesenterici craniali
11. Linfonodo popliteo superficiale
12. Linfonodo inguinale superficiale


Linfonodi della testa
1. Linfonodi retrofaringei laterali
2. Linfonodi retrofaringei mediali
3. Linfonodo mandibolare
4. Linfonodo parotideo

*Potenzialmente esplorabili poichè non sempre è possibile farlo, per esempio in gatti in sovrappeso potrebbe risultare più difficile apprezzarli al tatto.

4 aprile 2012

Anatomia e fisiologia del gatto: il sangue ed i suoi elementi

Il sangue è un liquido eterogeneo vischioso che consiste di una porzione liquida, o plasma, e di una porzione globulare che include i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine. Funge da mezzo di trasporto e di protezione. Consente il trasporto di:
  • Gas respiratori: ossigeno e anidride carbonica,
  • Carburante energetico cellulare,
  • Rifiuti prodotti dalle cellule,
  • Sostanze che regolano l'attivit? cellulare, come gli ormoni,
  • Calore fra i siti di produzione e di eliminazione.

Il sangue svolge anche un ruolo importantissimo nella protezione dell'organismo. Le proprietà di emostasi e coagulazione arrestano la perdita di sangue nel caso si verifichi una rottura nella parete di un vaso sanguigno. Alcune cellule, i macrofagi, rimuovono scorie interne o invasori esterni. E infine, il sistema immunitario può rilevare qualsiasi corpo estraneo, memorizzarlo ed eliminarlo efficacemente.
Globuli rossi (Eritrociti)

I globuli rossi sno cellule prive di nucleo, a forma di disco e contengono emoglobina, una proteina che contiene ferro e trasporta l' ossigeno e l'anidride carbonica. Le pareti estremamente elastiche consentono ai globuli rossi di passare nei capillari più stretti. La durata media della loro vita è di circa 2 mesi. Dopo essere stata distrutta da cellule specializzate, l'emoglobina viene trasformata in bilirubina, un pigmento che a sua volta viene trasformato ed eliminato tramite la bile e l'urina, cui conferisce un colore giallastro o verdastro.
Globuli bianchi (Leucociti)
I globuli bianchi o leucociti, hanno l'importante funzione di combattere gli invasori. Consistono di diversi tipi specializzati di cellule che cooperano attivamente e scambiano costantemente informazioni grazie a messaggeri chimici, detti citochine. I globuli bianchi possono rilevare qualsiasi corpo estraneo o rifiuto e distruggerli. Hanno una grande abilità mnemonica, la funzione immunitaria, che consente loro di riconoscere in modo efficace qualsiasi elemento incontrato in precedenza (antigene) e di attaccarlo grazie anche alla produzione di anticorpi specifici. Questa abilità di memorizzazione viene sfruttata nelle vaccinazioni.
Piastrine
Le piastrine sono minuscole cellule che partecipano al processo di coagulazione del sangue, in caso di lesione di un tessuto. Contribuiscono a formare un coagulo che arresta la fuoriuscita del sangue dal sistema circolatorio. Questo processo è noto con il nome di emostasi.
Sangue e circolazione: valori normali nel gatto

Volume totale del sangue: da 65 a 70 mL per kg di peso.
Globuli rossi: da 5,5 a 10 milioni per microlitro.
Leucociti (globuli bianchi): da 8.000 a 25.000 per microlitro.
Piastrine: da 300.000 a 500.000 per microlitro.
Emoglobina: da 80 a 140 g/l.
Ematocrito (percentuale del volume dei globuli rossi in confronto al volume ematico totale): da 24 a 45.
Glucosio: da 0,7 a 1,1 g/l.
Sodio: da 145 a 155 mEq/l.
Potassio: da 4 a 4,4 mEq/l.
Calcio: da 62 a 100 mg/l.
Proteine: da 54 a 78 g/l.
Lipidi totali: da 1,5 a 6 g/l.
Gittata cardiaca (a riposo): 150 - 280 ml/min.
Frequenza cardiaca (a riposo): 120-140 bpm.

3 aprile 2012

Anatomia del gatto: cuore, vasi e circolazione sanguigna

Il cuore del gatto
È l’organo motore centrale. Con le sue contrazioni ritmiche, il cuore assicura il movimento del sangue nella circolazione polmonare (atrio destro - ventricolo sinistro) e circolazione sistemica (ventricolo sinistro - atrio destro). Dopo essere stato ossigenato nei polmoni, il sangue venoso viene pompato dal cuore nell'aorta, l'arteria più lunga e voluminosa, che rifornisce l'intero organismo.
Il cuore, arrotondato e globulare, è situato nella gabbia toracica, tra la 4a e la 7a costola. È estremamente inclinato all'indietro e si appoggia quasi piatto sullo sterno. Il cuore del gatto pesa dai 15 ai 20 g (dallo 0,4 allo 0,8% del peso corporeo).

Il sistema vascolare
  • Arterie che conducono il sangue dai ventricoli del cuore a tutte le parti del corpo. Le arterie si ramificano in arteriole, divenedo poi capillari.
  • I capillari consentono lo scambio di gas, nutrienti (elementi nutritivi usati dalle cellule), metaboliti e calore;
  • Vene, che conducono il sangue dai capillari all'atrio destro del cuore. La vena cava caudale porta via il sangue dai quarti posteriori, dal bacino e dall'addome; la vena porta trasporta il sangue dagli organi digestivi addominali e dalla milza, al fegato. Le vene pompano il sangue dalla periferia verso il cuore.
Il sistema venoso del gatto (immagine sopra)
1. Intestino
2. Milza
3. Stomaco
4. Vena porta
5. Fegato
6. Vena azygos
7. Vena cava cranica
8. Vena succlavia
9. Vena giugulare esterna
10. Vena brachiocefalica
11. Vena cava caudale
12. Vena epatica
13. Vena frenica
14. Vena renale destra
15. Vena renale sinistra
16. Rene
17. Vena ovarica o testicolare sinistra
18. Vena iliaca circonflessa profonda
19. Vene iliache comuni
20. Vena ovarica o testicolare destra




Il sistema arterioso del gatto (img sopra)
1. Aorta ascendente
2. Arteria brachiocefalica
3. Arteria succlavia destra
4. Arterie carotidee comuni
5. Arteria succlavia sinistra
6. Aorta toracica
7. Diaframma
8. Aorta addominale
9. Arteria celiaca
10. Arteria mesenterica anteriore
11. Arteria frenica
12. Arteria renale
13. Rene
14. Arteria ovarica o testicolare sinistra
15. Arteria iliaca circonflessa profonda
16. Arteria iliaca esterna
17. Arteria iliaca interna
18. Arteria sacrale media
19. Fegato
20. Arteria epatica
21. Milza
22. Arteria splenica
23. Arteria gastrica
24. Stomaco
Il sangue circola grazie alla contrazione del muscolo cardiaco ed alla presenza di valvole (valvola tricuspide e mitrale) che ne impediscono il reflusso. Il lato destro del cuore (atrio destro) riceve il sangue dalle vene periferiche e lo invia ai polmoni dopo la contrazione del ventricolo destro.
Nei polmoni, il sangue rilascia l'anidride carbonica (CO2) e capta l'ossigeno (O2). Il lato sinistro del cuore (atrio sinistro) riceve sangue ossigenato dai polmoni. Una volta passato nel ventricolo sinistro, il sangue viene pompato attraverso l'aorta in tutto il corpo.

31 marzo 2012

Anatomia del gatto: reni e vie urinarie

Reni
I reni del gatto sono ghiandole a forma di fagiolo situate nei lati sinistro e destro della regione lombare. Si appoggiano alla parete dorsale della cavità addominale e sono lisci, globulari e pesano in media dai 10 ai 20 g ciascuno (insieme costituiscono 1/20 del peso corporeo). Sono di colore giallastro e coperti da una rete di tre o quattro vene interlobulari convergenti nell'ilo.
Vie urinarie
  • Gli ureteri: in ciascun rene, l'urina viene raccolta dal bacinetto renale, da cui viene trasportata nella vescica dall'uretere. Gli ureteri hanno un diametro stretto e pareti sottili;
  • La vescica, un serbatoio mediale singolo, distensibile, relativamente piccolo e arrotondato con una spessa parete muscolare coperta dal peritoneo. Quando la vescica si contrae, l'urina viene spinta nell'uretra durante la minzione;
  • L'uretra, un lungo dotto condiviso nei maschi da urina e sperma, mentre è corto e indipendente nelle femmine.

Come il fegato, il rene è un organo di eliminazione e detossificazione primario. Con un ricco apporto sanguigno (i reni ricevono costantemente circa un quarto della gittata cardiaca), i reni filtrano il sangue ed eliminano i rifiuti ivi contenuti, inclusi i pigmenti derivati dall' emoglobina, urea, e creatinina, i prodotti della scomposizione ormonale e sostanze di origine esterna (sostanze xenobiotiche). Dato che questo processo di filtrazione causa anche la perdita di certi elementi preziosi (glucosio, sodio, calcio, amminoacidi, ecc., e anche acqua), i reni selettivamente ricercano e recuperano gli elementi desiderati dopo la formazione di un filtrato glomerulare.
Formazione dell’urina
L'unità principale in cui si forma l'urina è costituita da un tubo dotato di molteplici curvature chiamato nefrone (unità fondamentale del rene). I reni sono costituiti da quasi un milione di nefroni. Ciascun nefrone è alimentato da un piccolo capillare che subisce una filtrazione passiva. A causa della pressione arteriosa, l'acqua e tutti gli elementi che possono passare attraverso i pori del filtro lasciano i capillari. Questa regione è chiamata la camera glomerulare. In un gatto che pesa 3 kg, si formano dai 6 ai 12 mL di filtrato glomerulare al minuto, circa 8-16 litri al giorno, anche se il suo volume ematico è di soli 200 mL. Ciò dimostra l'importanza delle funzioni di riassorbimento del nefrone. Grazie ad una serie di trasportatori specializzati, le pareti delle varie parti del nefrone trasferiscono costantemente elementi preziosi dall'urina al sangue. Questi trasferimenti includono anche il passaggio dell'acqua, con conseguente concentrazione dell'urina. Il gatto conserva l'acqua molto efficacemente; nel caso di disidratazione, può produrre urina altamente concentrata (con una concentrazione di oltre cinque volte più alta del sangue). In condizioni normali, la quantità quotidiana totale di urina prodotta è da 10 a 15 mL per kg di peso corporeo. I reni dei gatti sono relativamente piccoli ma molto attivi, ecco perchè tendono ad usurarsi per primi con l'avanzare dell'età, a causa di un' errata alimentazione o dell'abuso di farmaci.

Urina


Quantità: da 10 a 15 mL/kg di peso/giorno
pH: da 5 a 7
Densità: da 1.010 a 1.040
Urea: da 800 a 4.000 mg/kg di peso/giorno
Creatinina: da 12 a 20 mg/kg di peso/giorno
Minzione
L'urina viene trasportata dai reni alla vescica dagli ureteri. La vescica ha una capacità talmente elevata che il gatto può passare oltre dodici ore senza urinare. Durante la minzione, l'urina viene espulsa dall'organismo tramite l'uretra, un condotto con caratteristiche diverse nei maschi e nelle femmine. Nei maschi, l'uretra si apre sulla punta del pene, che è rivolto verso il retro quando è a riposo.


30 marzo 2012

Anatomia del gatto: stomaco ed intestino

Stomaco
Lo stomaco del gatto è una sacca muscolare collegata all'esofago e al duodeno (intestino tenue) da due sfinteri, il cardias e il piloro; funziona come un serbatoio intelligente, adattandosi alla quantità di cibo ingerito, fino ad un volume massimo di 350-400 mL. Questo volume corrisponde ad oltre il 65% del totale volume digestivo. Il cibo viene poi trasformato in una massa fluida, o chimo, da una potente attività motoria e specialmente da una secrezione altamente acida che dissolve e altera le particelle di cibo. Un enzima chiamato pepsina e secreto da cellule specializzate della mucosa gastrica, inizia ad alterare le proteine.
Lo stomaco dei carnivori, compreso il gatto, produce una grande quantità di acido cloridrico per facilitare la digestione della carne, spesso ingerita insieme a piume, frammenti di ossa, cartilagini, ecc.


1. Esofago
2. Regione pilorica dello stomaco
3. Dotto biliare
4. Papille duodenali maggiore e minore
5. Dotto pancreatico
6. Stomaco (corpo)
Intestino

L'intestino del gatto è tipicamente corto, come in tutti i carnivori, affinchè il cibo carneo transiti velocemente evitando processi putrefattivi con conseguente assorbimento di tossine. L'intestino tenue è lungo da 1 a 1,7 m e l'intestino crasso, molto corto, è lungo dai 20 ai 40 cm. L'intestino tenue è il segmento più importante del processo digestivo e di assorbimento, specialmente nella sua parte iniziale (duodeno e digiuno). È infatti in queste parti dell'intestino tenue che l'attività enzimatica è maggiore, perché il chimo consiste di particelle abbastanza piccole (meno di 2 mm di diametro) da fornire un'ampia superficie di contatto e il pH, neutralizzato dalle secrezioni alcaline del fegato e del pancreas, è ottimale per l'attività enzimatica. Gli enzimi principali interessati sono tripsina e chimotripsina per le proteine, lipasi e fosfolipasi per i lipidi ed amilasi per gli amidi. Il corredo enzimatico del gatto è ben adattato alla sua dieta naturale. Proteine e lipidi sono ben digeriti dal gatto, mentre i carboidrati non lo sono. Il pancreas è la fonte principale degli enzimi necessari. La bile ha un ruolo nell'emulsione dei grassi nel duodeno, un processo necessario prima che i grassi possano venir attaccati dalle lipasi. La mucosa presenta sistemi di transito adatti alla maggioranza degli elementi di base prodotti da idrolisi enzimatica.

L'attività motoria dell'intestino tenue è caratterizzata dall'alternanza di diversi metodi contrattili. Contrazioni localizzate e non distribuite, chiamate contrazioni segmentarie, mescolano i substrati e li mettono in contatto con gli enzimi o la mucosa. Contrazioni coordinate distribuite su diverse dozzine di centimetri, o contrazioni peristaltiche, spostano ulteriormente il contenuto nel tratto.

L'intestino crasso inizia con un cieco curvo. Il cieco non è molto sviluppato nei carnivori. Il colon, lungo dai 20 ai 40 cm, in grado di estrarre una grande quantità d'acqua dal suo lume (il gatto è un animale di origine desertica e sfrutta al massimo l'assorbimento d'acqua dagli alimenti), disidrata e dà forma alle feci. Nel segmento terminale del colon si verificano alcune residue attività enzimatiche, ma interessano principalmente la microflora contenuta in tale segmento. I numerosi batteri benefici che colonizzano questa parte del tratto digerente limitano la propagazione di patogeni (batteri o funghi dannosi) e partecipano alla sintesi di vitamine.
Le feci sono contenute nell'intestino crasso fino al momento della defecazione.
Il colon termina in un breve retto e un ano con due ghiandole anali (sacchi anali) che producono una secrezione dall'odore molto pungente e diverso da animale ad animale. Tale secrezione viene usata per marcare il territorio e nelle attività di identificazione fra gatti. La capacità totale media dell'intestino è di circa 250 mL.







28 marzo 2012

Anatomia del gatto: apparato digerente

Schematicamente, il tratto digerente del gatto è diviso in tre segmenti:
  • Un segmento orale utilizzato nei primi stadi della digestione, accumulo, macinazione e macerazione. Questo segmento include la cavità orale, la faringe, l'esofago e lo stomaco;
  • Un segmento centrale ( intestino tenue), in cui viene trasferito il contenuto dello stomaco solo dopo una riduzione sufficiente delle dimensioni delle particelle, e dove avviene la maggior parte della digestione e dell'assorbimento;
  • Un segmento terminale ( intestino crasso), in cui si verificano la fermentazione, deidratazione e formazione finale delle feci prima della defecazione.

Si aggiungono poi gli organi annessi, coinvolti nella digestione: fegato e pancreas
Bocca
Stomaco ed intestino

15 marzo 2012

Il ciclo estrale della gatta

Per la gatta l’inizio dell’attività ovarica e quindi del ciclo estrale, segna il passaggio dalla fase prepubere a quella della pubertà.

Tale passaggio non avviene ad un’ età precisa ma è condizionato da diversi fattori, tra cui la durata della luce diurna (fotoperiodo), il momento dell’anno in cui è nata la gatta, lo stato alimentare, la temperatura ambientale, ecc.; Possiamo quindi, da un punto di vista generale, considerare un intervallo di tempo che va dai 6 ai 9 mesi d’età.

Non dimentichiamo che esistono gatte che, in condizioni ambientali e nutrizionali buone, possono manifestare il primo calore a 4-5 mesi. L’ovulazione della gatta non è spontanea come avviene per es. nella specie umana, ma provocata, essa viene indotta naturalmente con l’accoppiamento (stimolazione della cervice) e artificialmente con la somministrazione di ormoni (se il coito è sterile si ha ugualmente ovulazione, i corpi lutei si formano normalmente, secernono il loro ormone e poi regrediscono e la durata di questo ciclo di pseudo-gravidanza è di circa 42 giorni). Vediamo ora nel dettaglio quali sono le fasi estrali della gatta.




Proestro

La durata del proestro varia da 1,5-2 giorni, in questa fase i maschi sono attratti dalle femmine che però, per ora, non sono recettive ma mostrano solo una serie di cambiamenti comportamentali come, lo strofinare la testa e il collo contro oggetti, il continuo miagolare, il mettersi in posizione e il rotolarsi.

Può succedere che, in alcune gatte, questo stadio sia meno evidente e tutto quello che si osserva è un comportamento più affettuoso. Se la gatta vive in comunità anche con altre femmine è possibile che durante il proestro le gatte diventino più sociali tra loro, lavandosi a vicenda e dormendo assieme (figura sotto). Il maschio in questa fase viene regolarmente respinto con delle zampate.

Estro (calore)
La durata dell’estro varia dai 4 ai 10 giorni (4 giorni se il calore avviene in presenza del maschio e 10 se la gatta non si accoppia). Questo è il periodo in cui la gatta accetta il maschio ed avviene l'ovulazione. Il numero di ovuli liberati (da 2 ad 11) dipende dal numero e specialmente dalla frequenza degli accoppiamenti (tre volte ogni tre-quattro ore). L'ovulazione ha luogo da 24 a 30 ore dopo l'accoppiamento. Durante l'estro, la gatta presenta un vero e proprio comportamento di corteggiamento: miagola insistentemente, si strofina contro gli oggetti, si rotola sul pavimento ed assume una posizione caratteristica a dorso curvo in lordosi con movimenti scalpitanti degli arti posteriori. A volte manifesta il desiderio di allontanarsi da casa (spesso cacciandosi nei guai, attenzione!) e può urinare fuori dalla lettiera.

Diestro
La durata del diestro varia da 8 a 10 giorni ed è caratterizzato dall’inattività sessuale.
Anestro

La durata dell’anestro è di 3-4 mesi ed è il periodo di inattività sessuale prolungata, questo stadio compare generalmente tra Settembre e Gennaio, anche se la vita agiata e l’alimentazione molto ricca, stanno portando la gatta ad avere cicli estrali per tutto l’anno.

Se la gatta si accoppia e avviene l’annidiamento (dopo 14-16 giorni dalla fecondazione) s’instaura la gravidanza. L’estro ricompare generalmente 4 settimane dopo il parto, proprio quando la gatta sta ancora allattando.



14 marzo 2012

Accoppiamento e concepimento nei gatti

Quando la gatta entra nel periodo proestrale (che precede l'estro o calore, di qualche giorno ed in cui si completa la maturazione dei gameti femminili), il maschio, attratto dai feromoni femminili, si attiva ed inizia ad "assediare" la femmina cercando di accoppiarsi.
In particolare emette dei caratteristici rapidi miagolii cercando di afferrare velocemente la gatta sulla collottola (o dove capita). La gatta, nonostante si rotoli a terra e si strusci sugli oggetti, tipicamente reagisce con zampate e soffiate ogniqualvolta il maschio si avvicini o tenti l'accoppiamento. Questo comportamento prosegue per alcuni giorni finchè subentrando l'estro vero e proprio (calore) la gatta diviene disponibile ad accoppiarsi. Il maschio (o i maschi, se ce ne son più di uno) si accoppia riperutamente con la gatta, trattiene saldamente fra i denti la collottola della femmina e si adagia sopra di lei. La femmina si appiattisce sul terreno ed estende gli arti posteriori verso l'esterno e all'insù. Quindi, il maschio muove i propri lombi per appoggiare il pene contro la vulva della femmina (può continuare per diversi minuti, mentre la femmina scalpita e rugna) fino a che non penetra nella vagina, causando un improvviso ed assordante "miagolio di accoppiamento" dovuto probabilmente al fatto che il glande del pene è ricoperto da minuscole papille coniche che diventano rigide durante l'accoppiamento. Il coito dura dai 5 ai 10 secondi. La femmina tipicamente scappa soffiando, si rotola energicamente a terra e agita violentemente la coda, leccandosi ripetutamente la vulva. Gli accoppiamenti continuano fino a che si instaura una gravidanza (generalmente entro 3-4 giorni). Durante il calore sia i gatti che le gatte spesso non mangiano, non dormono e il maschio, mordendo la femmina sulla collottola (a volte trascinandola e tirando forte la pelle) spesso le provoca delle ferite, ne viene che si sottopongono a forti stress, in seguito ai quali non è raro che si ammalino o peggiorino uno stato di salute precedentemente già compromesso. Questa evenienza è comune nelle colonie feline dove si trovano molti maschi interi (non castrati) e poche femmine non sterilizzate (perchè fuggite ai programmi di sterilizzazione), puntualmente "assaltate" da un grande numero di maschi particolarmente attivi.






 
Nel gatto esiste la competizione spermatica e la possibilità di multi-paternità, ovvero gli ovociti della femmina possono venir fecondati da spermatozoi provenienti ga gatti diversi: in una singola cucciolata si possono avere cioè gattini con padri differenti.

Dopo l'accoppiamento (solo se il gatto è intero, non sterile) si hanno:
  • Progestazione, o la fase in cui le uova migrano liberamente, vengono distribuite nell'utero e subiscono la segmentazione. Le uova entrano nell'utero da 4 a sei 6 giorni dopo l'ovulazione.
  • Impianto, o l'attecchimento delle uova nell'utero, cioè la penetrazione attiva degli ovociti fecondati nella mucosa uterina preparata a questo scopo.

Fisiologicamente, grazie alla placenta, questo è l'inizio di un rapporto speciale fra la madre e il feto. L'impianto ha luogo dai 13 ai 14 giorni dopo l'ovulazione.

13 marzo 2012

Sviluppo e crescita dei gattini

Alla nascita
La madre lecca il gattino appena nato e in questo modo lo libera dalla placenta. Ciò ha una funzione di stimolazione e di risveglio del cucciolo e si prolunga ben oltre il momento della nascita. La prima attività del piccolo consiste nel trovare le mammelle della madre, soprattutto attraverso i primi sensi sviluppati, il tatto e l'olfatto (al momento della nascita, il gattino ha già un olfatto piuttosto sviluppato, che gli consente di ritrovare la madre in un raggio di 50 cm). Il gattino alla nascita è incapace di regolare la propria temperatura corporea, è molto fragile e strettamente dipendente dalla madre, che mantiene calda la cuccia/tana.
Al momento della nascita il gattino possiede un apparato digerente adatto alla digestione del latte materno. Il latte di gatta è ricco di proteine, di sostanze grasse e contiene lattosio, lo zucchero del latte. Grazie ad un enzima, la lattasi, il piccolo è in grado di digerire il lattosio. Le capacità digestive del cucciolo aumentano progressivamente ed è così che molti gatti adulti, che hanno ormai perduto tale enzima, non riescono a digerire il lattosio e quindi il latte. Il lattosio non digerito attraversa l'intestino tenue e raggiunge l'intestino crasso, dove fermenta grazie a dei batteri. Questa fermentazione può causare diarree acide.
Quando le capacità di digestione del lattosio del latte diminuiscono, il gattino acquisisce progressivamente altre attività enzimatiche, come l'amilasi, un enzima che consente la digestione degli amidi. La partecipazione delle proteine al valore energetico del latte è già un presagio, nel gattino, del carattere di carnivoro assoluto che apparterrà al gatto adulto. Il gatto è incapace di risparmiare proteine, quindi bisogna che la sua dieta ne sia ricca.
La gatta allatta i piccoli fino a 6-7 settimane di vita, ma la capacità di masticare alimenti solidi compare verso la quarta o quinta settimana, contemporaneamente alla capacità di digerire alimenti solidi. Il gattino, a quest'età, si orienta spontaneamente verso lo svezzamento.
Tra la nascita e l'età adulta, il gattino acquisisce numerose capacità. I principali cambiamenti si osservano prima dello svezzamento, vale a dire quando il cucciolo prende ancora il latte della madre.

I sensi

Il piccolo nasce cieco e sordo ed acquisisce l'uso di vista e udito quasi contemporaneamente. L'udito compare verso i 5 giorni di vita, ma solo dopo 14 giorni il gattino potrà orientarsi in rapporto ai suoni ed acquisirà le stesse capacità di un adulto verso il primo mese di vita, quando riconoscerà perfettamente la voce della madre.

Il gattino apre gli occhi dopo 10-12 giorni dalla nascita ma dovranno passare ancora 3 o 4 giorni prima che acquisisca la nozione della profondità di campo. L'adattamento all'acquisizione simultanea della vista e dell'udito richiede alcuni giorni. Il gattino dimostra molto presto un grande senso dell'equilibrio, anche se è ancora un po' goffo. Il cucciolo coordina difficilmente i movimenti prima delle 2 settimane di vita; dopo 17 giorni comincia a coordinare la camminata a quattro zampe e verso le 3 settimane di vita diventa abbastanza agile da grattarsi l'orecchio con una delle zampe posteriori.



La maturazione dentale

I denti da latte (decidui) cominciano ad apparire a 2 settimane fino a completarsi a circa 2 mesi. I denti permanenti invece appaiono: gli incisivi 3,5-4 mesi, premolari 5-6 mesi, canini 5-6 mesi. Dentizione completa 6 mesi.
La data di comparsa dei denti da latte e dei denti definitivi consente di stabilire con una certa facilità l'età di un gattino.


Sviluppo delle proporzioni corporee

Le grandi regioni anatomiche si sviluppano con tempi diversi. Il gattino, infatti, ha alla nascita una testa relativamente grossa; in seguito si assiste ad un allungamento delle membra: il cucciolo sembra tutto gambe, e questo gli conferisce un'andatura dinoccolata. Per ultimo si allunga il resto del corpo, fino a raggiungere le proporzioni tipiche dell'animale adulto.
La normale crescita del gattino, dal concepimento all'età adulta, avviene in 3 fasi:
  • Il periodo neonatale dura all'incirca 4 giorni dopo la nascita, durante i quali il ritmo di crescita è estremamente variabile, soprattutto in rapporto alle condizioni del parto. I gattini che hanno sofferto al momento della nascita possono avere un periodo di stagnazione del peso, ma una perdita di peso è un evento eccezionale.
  • Durante il periodo di allattamento esclusivo, rappresentato dalle prime 4 settimane di vita, la crescita è regolare, lineare, e consente infatti di prevedere il peso in funzione dell'età. Il peso a 7-10 giorni è uguale al doppio del peso alla nascita; il peso a 4 settimane è uguale a quattro volte il peso alla nascita. La crescita in periodo d'allattamento rispecchia in modo diretto la qualità della lattazione e le cure materne dedicate ai gattini.
  • Il periodo di pre-svezzamento: periodo di transizione alimentare che va dalle 4 alle 7 settimane di vita. Verso la quarta, quinta settimana, è possibile costatare un rallentamento del ritmo di crescita, corrispondente ad una diminuzione della lattazione associata ad un minor consumo di alimenti transitorio. Verso la settima settimana, si osserva una ripresa del ritmo di crescita, che segnala la fine dello sezzamento: il gattino consuma ormai una quantità di alimenti solidi sufficiente a consentire una ripresa della crescita. Attenzione: anche durante questo periodo di transizione, il cucciolo continua ad aumentare di peso. A 8 settimane il peso è generalmente il doppio del peso registrato a 4 settimane, vale a dire 8 volte il peso alla nascita.
  • Il periodo di post-svezzamento, dopo 8 settimane, segna l'inizio del periodo di autonomia del gattino, corrispondente all'espressione delle potenzialità genetiche. La diversità individuale si esprime allora pienamente. Il cucciolo si nutre da solo e a volontà, e cresce fino a raggiungere la taglia di giovane adulto. Verso i 10-12 mesi lo sviluppo è completo, anche se i maschi col tempo tendono a divenire più corpulenti e ad assumere la tipica fisionomia maschile (testa grossa, spalle robuste e muscolose), di solito completa verso i 3 anni d'età. Ciò non avviene invece nei maschi sterilizzati entro l'anno d'età, che tendono a conservare una corporatura meno muscolosa e tratti più "femminili"

 
Fattori che influenzano la crescita dei gattini
  • Stress ambientale. Il periodo dell'allattamento è faticoso per la madre e delicato per il gattino. Se la madre viene continuamente disturbata, la poppata ne soffrirà: è importante lasciare in pace madre e piccoli il più possibile. La crescita del gattino avviene, come in tutti i piccoli, durante il sonno. Nei primi giorni di vita il gattino dorme quasi continuamente e prende il latte della madre quando questa lo sveglia leccandolo. Crescendo, il cucciolo comincerà a passare più tempo giocando o esplorando l'ambiente circostante e meno tempo a dormire. La qualità del suo sonno, tuttavia, conserva un ruolo fondamentale. Lo stress può indurre la secrezione di ormoni che possono gravemente alterare l'equilibrio ormonale e la crescita. Perciò, un ambiente che generi stress può nuocere al benessere dei piccoli e a quello della madre, compromettendo anche una crescita che si preannunciava ottimale. L'ambiente che circonda la cuccia e la cucciolata dev'essere protetto da qualunque tipo di cambiamento traumatico (sbalzi di temperatura, presenze inconsuete, rumori, bambini invadenti, ecc.). I gattini non andrebbero toccati né tanto meno manipolati, soprattutto nei primi 10 giorni di vita, sono molto delicati e piccoli.
  • Le dimensioni della cucciolata. I gattini di cucciolate numerose pesano generalmente meno di quelli appartenenti a cucciolate più limitate. Questa differenza di peso tende ad aumentare durante le prime settimane di vita: una cucciolata numerosa significa infatti che la quantità di latte dev'essere divisa fra un maggior numero di cuccioli. I piccoli di cucciolate numerose (6 o più gattini) sono più leggeri fino a circa due mesi di vita. Solo dopo lo svezzamento, quando il gattino comincia ad assumere alimenti solidi, la differenza tende ad attenuarsi.
  • Fattori nutrizionali. L'alimentazione della madre durante la gestazione influisce sul peso alla nascita dei gattini. Dalla nascita allo svezzamento, l'alimentazione del cucciolo si limita al latte materno, la cui qualità e quantità sono pertanto fattori determinati della crescita e della salute dei gattini. L'alimentazione materna e l'alimentazione del cucciolo vanno entrambe prese in considerazione. Spesso la gatta manifesta voglie particolari che, salvo contriondicazioni mediche particolari, vanno rispettate, ad esempio, alcune richiedono la panna montata (senza zucchero!). E' importantissimo che la gatta abbia sempre a disposizione acqua fresca e se lo desidera anche latte diluito con l'acqua o brodo tiepido: durante la lattazione aumenta il fabbisogno di liquidi.
Apprendimento ed interazioni con la madre

Anche dopo lo svezzamento i gattini continuano ad interagire tra loro e con la madre, con la quale esiste una comunicazione molto complessa, basata su un vasto repertorio di suoni, atteggiamenti, interpretazione di odori ed emozioni. I gattini imparano così a socializzare, a dosare la forza dei morsi e a coordinare i movimenti: giocando alla lotta, a prendere la coda di mamma gatta e a rincorrersi imparano le fondamenta di quelli che saranno i comportamenti adulti di predazione, difesa del territorio, ecc.
Per questo è molto importante che i cuccioli rimangano il più possibile insieme ed accanto alla madre, almeno fino a 2 mesi e mezzo e anche oltre, pena uno sviluppo non armonioso con possibili turbe del comportamento nel gatto adulto.



7 marzo 2012

Muscolatura e movimento del gatto


Muscolatura e movimento del gatto



Come tutti i Felidi il gatto è un carnivoro. Per catturare la preda, il gatto può, in maniera potente, rapida e precisa mobilizzare le sue 279 ossa, i suoi 5000 muscoli e 30 denti. Ha muscoli molto potenti sostenuti da uno scheletro ben adatto al salto, all'arrampicamento e al combattimento, le articolazioni sono molto mobili e flessibili, in particolare la colonna vertebrale e l'articolazione della spalla che è aperta e libera, permettendo all'animale di ruotare le zampe anteriori praticamente in tutte le direzioni senza difficoltà.

Il gatto può rapidamente sviluppare una considerevole forza rispetto al suo peso ma non è in grado di mantenere a lungo questo sforzo: come tutti i felini, il gatto non ha una grande resistenza. In un solo salto può raggiungere notevoli altezze rispetto alle sue dimensioni.  La coordinazione della contrazione dei vari gruppi muscolari è importante per il successo nel combattimento. Nei gatti, questa orchestrazione da parte del cervello e del cervelletto è molto efficace, consentendo movimenti estremamente precisi anche a velocità elevate e rapidi cambiamenti nella direzione del movimento.

I gatti presentano cinque dita in ciascuna zampa anteriore e quattro in ciascuna zampa posteriore. Elastici ed estensibili, consentono al gatto di muoversi in completo silenzio, con i cuscinetti che fungono da ammortizzatori.



30 settembre 2011

Anatomia del gatto: il fegato


Il voluminoso fegato del gatto (80-150 g) è diviso in 7 lobi. Il dotto escretore è formato dai dotti epatico e cistico, che originano dalla colecisti e convergono nel dotto biliare, che si apre nel duodeno insieme al dotto pancreatico.
Il fegato è un organo con numerose funzioni. Producendo la bile, contribuisce alla digestione garantendo, in particolare, l'emulsione dei lipidi grazie a speciali surfattanti chiamati sali biliari. La bile assume il suo colore caratteristico dai pigmenti prodotti dal metabolismo dell'emoglobina contenuta nei globuli rossi.
Il fegato funziona anche come organo detossificante, trasformando le eventuali tossine, compresi i farmaci, e consentendone l'eliminazione. Nel gatto, questa funzione non è efficiente come in altre specie. Per questo motivo, l'eliminazione di molti farmaci è molto più lenta nei gatti che per es. nei cani o negli esseri umani. A volte, l'organismo del gatto trasforma i farmaci in determinati prodotti derivati, o metaboliti, che possono risultare tossici. Questo è un motivo per non somministrare mai ai gatti farmaci o preparati (tanto meno per uso umano!) se non strettamente necessario e comunque sempre dietro il consiglio del veterinario.
Il fegato gioca un ruolo essenziale nel metabolismo. Può immagazzinare, trasformare e rilasciare gli elementi prodotti durante la digestione. Immagazzina glucosio come glicogeno e lo rilascia a seconda della necessità. Similarmente, trasforma i lipidi dall'intestino tenue e li mette in circolo in forma appropriata. Infine, il fegato svolge anche un ruolo chiave nell'elaborazione di proteine e vitamine. 

17 settembre 2011

Le fusa del gatto

Le fusa sono un suono complesso comune a tutti i piccoli felini (e probabilmente ai cuccioli dei grandi felini), un'emissione sonora con frequenza compresa tra i 150 e i 200 hertz. Durante l'intero ciclo respiratorio il suono viene emesso con regolarità ogni 30-40 millisecondi e c'è una breve pausa tra la fase inspiratoria e quella espiratoria.
Tutti le conoscono ma la scienza ufficiale ne sa assai poco a proposito. Ci sono varie ipotesi che vorrebbero attribuire la loro fonte di emissione alle corde vocali, ai muscoli laringei, al diaframma in vibrazione o addirittura c'è chi dice che provengano dal sistema circolatorio (turbolenza del flusso sanguigno nella vena cava caudale a livello del diaframma).
E' sufficiente ascoltare ed appoggiare una mano sotto il collo del gatto per rendersi conto che le fusa provengono dalle cavità nasali (forse per effetto del convogliamento forzato dell'aria attraverso le cavità nasofaringee e la vibrazione del palato molle), risuonando poi nella zona laringea. Non sembrano affatto originare né dal diaframma né tanto meno dal sistema circolatorio a livello della vena cava, dove semmai risuonano. I tipici "mrrrr" "mrrr-gnau" sono particolari miagolii prodotti attraverso lo stesso meccanismo delle fusa (fusa sonore, con emissione di voce). Esistono tante fusa quanti sono i gatti: alcune sono maggiormente risonanti nelle cavità nasali, altre sono più profonde, più o meno intense, decise, ecc. Le fusa possono a volte anche rivelare lo stato di salute di un gatto: fusa deboli in intensità e simili a sibili (friu friu) o fusa irregolari o troppo frequenti possono denunciare la presenza di vari stati patologici più o meno gravi.
Perchè il gatto fa le fusa?

Le fusa sono un'emissione sonora complessa e le motivazioni per cui vengono emesse possono essere diverse ed apparentemente contrastanti: il gatto può fare le fusa quando è felice e rilassato ma anche quando è gravemente ammalato e sofferente. I gattini fanno le fusa per comunicare alla madre che va tutto bene e la gatta per rassicurare i suoi cuccioli. Sembra che le fusa abbiano delle funzioni "terapeutiche" e servano a rassicurare e rilassare se stessi e chi è intorno.

16 settembre 2011

I sensi del gatto: tatto


Il gatto deve poter compiere movimenti di precisione millimetrica, essendo per natura un predatore prevalentemente notturno, capita spesso che debba catturare o manipolare una preda nel buio della notte, muovendosi velocemente nella selva più fitta: il tatto gioca un ruolo importantissimo in tali situazioni. I sensibilissimi recettori tattili sono presenti su tutto il corpo del gatto, in particolar modo in corrispondenza della bocca, dei polpastrelli e delle vibrisse. Le vibrisse, presenti oltre che vicino alla bocca (i "baffi") anche sulle zampe anteriori e nella zona delle sopracciglie, sono in grado di percepire minimi stimoli meccanici e funzionano come vere e proprie "antenne" per il gatto. Grazie alle vibrisse riesce a percepire eventuali ostacoli sul suo cammino quando la vista non sia sufficiente a rilevarli, nonchè debolissimi spostamenti d'aria. Le vibrisse del gatto svolgono la medesima funzione sensoriale del pelo ma in modo più specializzato. I polpastrelli del gatto sono estremamente sensibili, ciò che in abbinamento a dei riflessi eccezionali, lo fa un predatore agilissimo e quasi infallibile.


 

15 settembre 2011

I sensi del gatto: olfatto e gusto

Olfatto e gusto vengono qui trattati insieme in quanto si tratta di sensi inscindibili ed interdipendenti. Come accade in altri mammiferi (escluso l'uomo), il palato duro anteriore e la cavità nasale del gatto sono collegati da 2 minuscole fossette situate dietro gli incisivi (le così dette fossette vomero-nasali), che permettono al gatto di percepire meglio le sostanze odorose inalate, anche attraverso il gusto e viceversa, coinvolgendo ed attivando eventualmente l' organo vomero-nasale di Jacobson (olfatto accessorio), coinvolto soprattutto nell'elaborazione dei messaggi veicolati dai feromoni sessuali.

Il gatto è una specie macrosmatica, ossia una specie in cui la regione olfattiva occupa una porzione relativamente estesa del cervello e l’apparato olfattivo è similmente molto sviluppato. La soglia di percezione degli odori nel gatto è molto bassa, anche se variabile in base alla specifica sostanza odorosa e all'esperienza. Il senso dell’olfatto del gatto occupa un ruolo importante nelle relazioni sociali dell’animale ed è coinvolto nella predazione e nell’alimentazione: disturbi al senso dell’olfatto del gatto causano il rifiuto del cibo. Assieme al tatto è il primo senso ad essere usato dai gattini per cercare il contatto con la madre.

L’interazione fra le molecole degli odori, i recettori ed il cervello, fa si che si formi nella mente del gatto un' "immagine olfattiva" (tipica degli animali macrosmatici). L’immagine presenta una tale ricchezza di sfumature e possibilità che potrebbe codificare un numero illimitato di odori diversi. L’abilità del gatto di discriminare fra gli odori è notevole: il gatto può riconoscere anche le più complesse miscele chimiche.
Il senso del gusto nel gatto non è tra quelli maggiormente sviluppati (un gatto possiede circa 500 papille gustative, un uomo circa 9000), il gatto si affida principalmente alle sensazioni olfattive per quanto riguarda la scelta del cibo, che deve avere sempre un odore invitante (dato di fatto sfruttato ed abusato da molte aziende produttrici di cibi secchi e umidi industriali). I gatti percepiscono molto bene il sapore salato (che spesso apprezzano), sono molto infastiditi dall'acido, mentre non sembrano avere una grande sensibilità per il sapore dolce. Non si sa come percepiscano il sapore amaro, alcuni sembrano esserne infastiditi mentre altri lo gradiscono a piccole dosi (ad es. possono gustarsi una mosca, terribilmente amara, come fosse un aperitivo!) Le papille gustative sono poste in gran parte sulla punta, lungo i lati ed alla base della lingua. Sembra che i gatti riescano a percepire i sapori dei diversi amminoacidi (costituenti delle proteine).

14 settembre 2011

I sensi del gatto: vista

La vista del gatto è un senso specializzato, adatto ad un formidabile cacciatore notturno. Il gatto ha un campo visivo di oltre 200 gradi che, associato alla mobilità della testa, gli permettono di tenere facilmente l’ambiente circostante “sotto controllo”. Come altri mammiferi, anche i gatti hanno dietro alla retina uno speciale strato di cellule, il tapetum lucidum che consente a questi animali di vedere anche con scarsissima luce, quasi al buio (anche nelle notti più buie c’e’ sempre infatti una piccola quantità di luce).
Gli strati di cellule che compongono il
tapetum contengono tanti cristalli di guanina che riflettono, come un catarifrangente, la poca luce presente nella notte, che anche se scarsissima, viene catturata e quindi “amplificata”. E’ proprio il tapetum lucidum che fa assumere agli occhi un aspetto iridescente di vari colori che varia a seconda del gatto e dell’angolo di incidenza della luce.

La vista notturna e diurna del gatto è aiutata dalle enormi capacità della sua pupilla di dilatarsi al buio e di ridursi ad una piccola fessura durante il giorno, per avere sempre la quantità di luce ideale che colpisce l’occhio.


La pupilla del gatto ed il suo adattamento alla quantità di luce


Evidenza del "tapetum lucidum" del gatto come un bagliore in risposta alla luce
 del flash della macchina fotografica

 


13 settembre 2011

I sensi del gatto: udito

L'udito nel gatto, come in tutti i felini, è un senso altamente sviluppato e specializzato. L'intervallo di frequenze udibili dal gatto adulto va dai 48 Hz ai 30.000 Hz circa, per un suono di 70 dB* (20-20.000 Hz è invece il range di udibilità della maggior parte degli umani). I gattini possono udire a volte anche frequenze maggiori, oltre i 40.000 Hz. Rispetto all'uomo il gatto ha una maggiore sensibilità sonora per le medie ed alte frequenze. Percepire gli ultrasuoni significa sentire in un modo completamente differente, avvertendo come rumoroso ciò che per gli umani è normalmente silenzioso o insignificante. Il calpestio dell'erba, il fruscio delle foglie e la pioggia che cade vengono percepite diversamente da chi sente gli ultrasuoni. Le lampadine ad incandescenza, le tv, i monitor, i computer, le telecamere e molte apparecchiature elettriche producono ultrasuoni, anche se a bassa intensità.
I padiglioni auricolari del gatto sono estremamente mobili ed indipendenti tra loro permettendo l'esatta localizzazione della fonte sonora, inoltre grazie alla particolare forma e posizione (una vera opera di ingegneria della natura!) sono in grado di raccogliere ed amplificare efficacemente anche i suoni più tenui.
La notevole sensibilità uditiva del gatto fa' sì che questo non sopporti ambienti rumorosi, persone che urlano o parlano forte, sbattono porte, ascoltano musica o tv ad alto volume, ecc.

*bisogna tener conto del fatto che il gatto domestico, crescendo in ambienti relativamente rumorosi rispetto al silenzio di boschi e campagne, nel corso dei secoli ha probabilmente perso un po' di quella che è l'originaria sensibilità dei suoi progenitori selvatici.
Inoltre la sensibilità uditiva tende a diminuire naturalmente (e a causa dell'ambiente rumoroso) con l'età, soprattutto per quanto riguarda le frequenze più alte.