12 aprile 2012

Parassitosi del gatto: coccidiosi

I coccidi sono protozoi parassiti del tenue e, occasionalmente, del crasso, caratterizzati da una bassa patogenicità. Anche se talvolta negli animali infestati (soprattutto se si tratta di gattini) si osservano diarrea, mucochezia (muco nelle feci), ematochezia (sangue nelle feci) ed anche morte, la maggior parte di questi microrganismi non determina la comparsa di segni clinici. Esistono diverse specie di coccidi, Cryptosporidium spp. e Cystoisospora spp. infestano il gatto. Per quanto riguarda il coccidio Toxoplasma gondii, si rimanda a trattazione specifica nello stesso sito. I parassiti vengono assunti dall’animale attraverso l’ingestione di ospiti intermedi (in cui sono presenti in stadi extra intestinali) o di feci infestate. In generale, nel gatto non si osserva un coinvolgimento extra intestinale e non si verificano infestazioni transplacentari e transmammarie. L’esame clinico può risultare normale o evidenziare diarrea e perdita di peso. Cryptosporidium spp. merita una considerazione particolare. I coccidi di questo genere sono capaci di causare una grave diarrea con perdita di peso, debolezza e disidratazione. I gatti infestati da Cryptosporidium sono spesso colpiti da processo patologico primario predisponente (come un linfoma alimentare, un’infiammazione intestinale o un’infezione da FeLV o FIV) che merita un approfondimento.
Cosa fare
In caso di diarrea persistente o di presenza di sangue e muco nelle feci contattare immediatamente il veterinario.

Cosa fa di solito il veterinario
  • Esame microscopico delle feci ( flottazione) per la ricerca delle oocisti
  • Striscio diretto in soluzione fisiologica: talvolta consente di visualizzare le oocisti al microscopio

Prognosi
Qualora l’infestazione non sia, come accade in certi casi, autolimitante, il veterinario prescrive dei farmaci. La prognosi relativa alla guarigione è di solito buona.

11 aprile 2012

Malattie renali nei gatti

I reni dei felini sono particolarmente vulnerabili: la patologia renale è purtroppo un riscontro molto frequente in gatti di tutte le età ed entrambi i sessi, anche se è molto più frequente nei gatti con più di 6 anni d’età. Alla base dell’isufficienza renale cronica possono esserci diverse cause, tra le quali alcune patologie a carattere genetico (nefropatia policistica), malattie croniche acquisite (nefrite tubulo-interstiziale, glomerulonefrite, pielonefrite, amiloidosi, ecc.) ad eziologia sconosciuta, oppure semplicemente l’invecchiamento. Fattori scatenanti possono essere le intossicazioni, i farmaci, lo stress, l’alimentazione troppo ricca di sali e/o la scarsità d’acqua, la sterilizzazione, un’ anestesia somministrata in eccesso e/o interventi chirurgici prolungati, altre patologie concomitanti. La cosa non è scientificamente spiegata ma è certo che qualcosa scatena la malattia sulla base di una vulnerabilità costituzionale.I segni clinici più comuni sono rappresentati da perdita di peso, anoressia, letargia, polidipsia (il gatto beve molto) e a volte poliuria. In assenza di terapia adeguata, più tardivamente compaiono vomito e disidratazione, il gatto diventa emaciato, emana un cattivo odore e presenta ulcere sulle mucose della bocca. La morte sopraggiunge di solito in pochi giorni. Quanto prima ci si accorge di una patologia renale in atto, tanto più si riuscirà ad intervenire con una terapia ed un’alimentazione adeguate che eviteranno un peggioramento dello stato di salute del gatto.

Segni precoci di patologia renale
L’insufficienza renale può esordire nel gatto con una serie di segni e comportamenti tipici, che per esperienza ho visto sottovalutare da molte persone, compresi alcuni veterinari. Tali segni possono comparire anche diversi anni prima dell’esordio della malattia, quando il gatto appare ancora in buona salute. Un’ osservazione attenta del comportamento del gatto può aiutare ad individuare precocemente un’insufficienza renale nelle primissime fasi e di conseguenza, correggendo l’alimentazione del gatto ed adottando alcuni accorgimenti, è possibile ritardare e nella migliore delle ipotesi, scongiurare, la comparsa di sintomi più gravi. Vediamo quali sono i comportamenti potenzialmente a rischio, che possono indicare l’esordio di una patologia renale cronica:
  • Il gatto “scava” con la zampa anteriore nella ciotola dell’acqua o immerge le zampe in acqua
  • Il gatto passa molto tempo a bere e staziona come “in contemplazione” della ciotola dell’acqua, aspettando che gliela cambiate, poi beve nuovamente
  • Quando aprite il rubinetto dell’acqua il gatto corre a bere, immerge la testa sotto l’acqua o addirittura tutto il corpo sotto il getto d’acqua, incurante di bagnarsi



Quando si sospetta una patologia renale nelle fasi iniziali è consigliabile richiedere al vet un esame della funzionalità renale: in caso di malattia renale aumentano i livelli sierici di creatinina e l’azoto ureico. Alla palpazione il vet rileva sovente dei reni piccoli o morfologicamente anomali, ma non sempre. Una dieta adeguata (crocchette specifiche a basso tenore di fosforo e di proteine, pesce crudo, calamari crudi) ed una terapia a lungo termine di solito hanno successo e la malattia non peggiora.

La malattia renale solitamente ha una prima fase compensata in cui il gatto beve moltissimo ed urina molto (urine pallide, poco concentrate). Nella seconda fase il gatto può smettere di bere (insufficienza renale scompensata) e ciò di solito si associa ad un più o meno rapido deterioramento della salute del gatto. E' importante che i gatti abbiano sempre acqua fresca a disposizione, anche se non soffrono di patologie renali.

Quando il gatto è già disidratato e sviluppa i primi segni eclatanti (anoressia, polidipsia, perdita di peso, letargia, ecc.) ed il vet ha diagnosticato una patologia renale, di solito l’instaurarsi delle misure dietetiche e terapeutiche a lungo termine è preceduto da una terapia di reidratazione (flebo sotto cute o endovenosa per somministrare soluzione fisiologica) che dura 7-10 giorni. Con la reidratazione la funzione renale dovrebbe migliorare ed il gatto recupera l’appetito e la vitalità. Il recupero dipende però da diversi fattori tra cui l’età del gatto, il grado di compromissione renale ed eventuali patologie concomitanti.

Se la patologia è stata diagnosticata tardivamente, un recupero completo è molto improbabile, tuttavia, per evitare sofferenze al gatto è utile reidratarlo (flebo sotto cute di soluzione fisiologica), offrirgli cibi appetitosi e leggeri (di solito freschi e crudi), non fargli assolutamente mai mancare l'acqua fresca (va cambiata il più spesso possibile, anche ogni ora, per incoraggiarlo a bere) e lasciarlo tranquillo.

10 aprile 2012

Infestazione da ascaridi nel gatto: Toxocara cati

Toxocara cati è un Nematelminta (Classe di vermi a corpo cilindrico non segmentato) lungo da 4 a 8 cm. che si localizza nell’intestino tenue del gatto, formando talvolta noduli che possono causare irritazione intestinale (a volte ostruzione). I gatti possono essere infestati assumendo le uova del parassita nell’ambiente esterno o le larve attraverso il latte della madre, nei primi giorni di vita.


I gatti infestati ospitano le larve nei tessuti del corpo, compresi i tessuti mammario e muscolare, per l’intera durata della vita. Per motivi ignoti le larve si riattivano verso la fine della gravidanza e producono ascaridi intestinali adulti. Alcune larve migrano nelle ghiandole mammarie, da cui vengono trasferite nei gattini tramite il latte. Le uova vengono espulse attraverso le feci nell’ambiente esterno. Le microscopiche uova sono molto resistenti al freddo secco ed ai disinfettanti, possono sopravvivere nel terreno fino a 3 anni. Una volta ingerite, le uova raggiungono l’intestino dove si schiudono le larve, che migrano al fegato ed ai polmoni prima di tornare all’intestino dove si sviluppano allo stadio adulto. Il ciclo dura circa 6 settimane.

Cosa fare

E' sufficiente somministrare un vermifugo sotto indicazione del veterinario. Non somministrare vermifughi ai gatti anziani o debilitati, a meno che la parassitosi non pregiudichi gravemente lo stato di salute del gatto. Per i gattini esistono dei vermifughi specifici.

9 aprile 2012

Malattie del gatto: leucemia felina FeLV

Il virus della Leucemia felina (FeLV) è stato identificato per la prima volta nel 1964 in Scozia in gattili dove si era sviluppata una vera e propria epidemia di tumori. Tale infezione è una delle principali cause di morte del gatto domestico, soprattutto quando è presente la coabitazione con più gatti (pensioni, allevamenti, gattili): circa il 33% delle morti causate da tumori è associata all’infezione da FeLV, mentre un numero ancora superiore di gatti FeLV positivi muore a seguito dell’immunosoppressione indotta dal virus. In alcuni casi (rari) il gatto non manifesta mai i sintomi della malattia. L’infezione da FeLV è più frequente nei gatti FIV positivi.
La via di contagio più comune è rappresentata dal contatto con i liquidi organici infetti, in particolar modo la saliva, in seguito a morsi del combattimento, la pulizia reciproca, la condivisione del cibo e delle stesse ciotole per l’acqua. E’ comunque possibile anche l’infezione attraverso l’assunzione del latte materno. Il virus è invece molto labile nell’ambiente esterno e viene inattivato dagli agenti atmosferici e dai comuni detergenti e disinfettanti. Il virus, una volta penetrato nell’animale per via oronasale, replica inizialmente a livello delle tonsille per poi diffondersi al tessuto linfoide, al midollo osseo, alla mucosa intestinale e respiratoria e alle ghiandole salivari (questo processo avviene in 2-4 settimane e rappresenta la fase viremica dell’infezione). A questo punto l’evoluzione dell’infezione da FeLV (con i diversi quadri clinici) dipenderà da diversi fattori: il ceppo virale, la dose infettante e la durata dell’esposizione, lo stato immunitario del soggetto e la sua età (la sensibilità all’infezione è infatti inversamente proporzionale all’età dell’animale).
Potremo quindi avere gatti con:
1. Viremia persistente (circa il 33%) con manifestazione dei segni clinici delle patologie correlate all’infezione; tali soggetti di solito muoiono entro 3-5 anni dalla diagnosi iniziale.
2. Viremia transitoria (infezione latente) in cui il virus si localizza a livello del midollo osseo (senza dare sintomi) ma che può riattivarsi in seguito a determinati stimoli o a trattamenti farmacologici immunodepressivi; di solito in tali animali comunque l’infezione si estingue nell’arco di 3 anni.
3. Viremia transitoria (estinzione del’infezione) in cui l’organismo è in grado di neutralizzare il virus con risoluzione dell’infezione in 4-6 settimane.
Da un punto di vista sintomatologico la prima fase viremica è spesso non osservata dai proprietari in quanto può essere presente solo una linfadenopatia generalizzata più o meno grave. Le patologie correlate all’infezione invece appaiono solo tardivamente (fino a 3 anni dall’infezione primaria) e possono determinare la comparsa di neoplasie linfoidi maligne (in circa il 25% dei gatti FeLV positivi), vari disordini a carico di tutti gli apparati/sistemi, infezioni a carico degli apparati respiratorio, gastro-enterico e urinario in seguito alla caduta dell’immunità. Un’altra lesione osservata frequentemente in gatti FeLV (ma anche FIV) positivi, sono le stomatiti ulcero-proliferative che spesso sono l’unico segno dell’infezione. Per la diagnosi della sono disponibili dei test di laboratorio che permettono di evidenziare la presenza o meno dell’infezione.
Bisogna però ricordarsi che alcuni soggetti FeLV positivi possono divenire in seguito negativi a causa dell’eliminazione del virus da parte dell’organismo e che alcuni, pur essendo FeLV positivi, non sviluppano mai dei sintomi e vivono una vita pressochè normale.
Al momento attuale non esiste un protocollo terapeutico efficace nei confronti di questa infezione in quanto la sintomatologia presente è dovuta dell’immunosoppressione e non ad un effetto diretto del virus. Il trattamento più efficace nei confronti di questa malattia potenzialmente mortale per il gatto è sicuramente la prevenzione: la sterilizzazione, evitando zuffe, accoppiamenti selvaggi e comportamenti a rischio (soprattutto in gatti che escono all’aperto), è un ottimo metodo sia di prevenzione che di limitazione della diffusione del virus. Esiste un vaccino ma vista la sua relativa pericolosità (tumori in sede di inoculo e frequenti reazioni avverse), si sconsiglia di praticarlo se non in situazioni veramente particolari.

4 aprile 2012

Anatomia e fisiologia del gatto: il sangue ed i suoi elementi

Il sangue è un liquido eterogeneo vischioso che consiste di una porzione liquida, o plasma, e di una porzione globulare che include i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine. Funge da mezzo di trasporto e di protezione. Consente il trasporto di:
  • Gas respiratori: ossigeno e anidride carbonica,
  • Carburante energetico cellulare,
  • Rifiuti prodotti dalle cellule,
  • Sostanze che regolano l'attivit? cellulare, come gli ormoni,
  • Calore fra i siti di produzione e di eliminazione.

Il sangue svolge anche un ruolo importantissimo nella protezione dell'organismo. Le proprietà di emostasi e coagulazione arrestano la perdita di sangue nel caso si verifichi una rottura nella parete di un vaso sanguigno. Alcune cellule, i macrofagi, rimuovono scorie interne o invasori esterni. E infine, il sistema immunitario può rilevare qualsiasi corpo estraneo, memorizzarlo ed eliminarlo efficacemente.
Globuli rossi (Eritrociti)

I globuli rossi sno cellule prive di nucleo, a forma di disco e contengono emoglobina, una proteina che contiene ferro e trasporta l' ossigeno e l'anidride carbonica. Le pareti estremamente elastiche consentono ai globuli rossi di passare nei capillari più stretti. La durata media della loro vita è di circa 2 mesi. Dopo essere stata distrutta da cellule specializzate, l'emoglobina viene trasformata in bilirubina, un pigmento che a sua volta viene trasformato ed eliminato tramite la bile e l'urina, cui conferisce un colore giallastro o verdastro.
Globuli bianchi (Leucociti)
I globuli bianchi o leucociti, hanno l'importante funzione di combattere gli invasori. Consistono di diversi tipi specializzati di cellule che cooperano attivamente e scambiano costantemente informazioni grazie a messaggeri chimici, detti citochine. I globuli bianchi possono rilevare qualsiasi corpo estraneo o rifiuto e distruggerli. Hanno una grande abilità mnemonica, la funzione immunitaria, che consente loro di riconoscere in modo efficace qualsiasi elemento incontrato in precedenza (antigene) e di attaccarlo grazie anche alla produzione di anticorpi specifici. Questa abilità di memorizzazione viene sfruttata nelle vaccinazioni.
Piastrine
Le piastrine sono minuscole cellule che partecipano al processo di coagulazione del sangue, in caso di lesione di un tessuto. Contribuiscono a formare un coagulo che arresta la fuoriuscita del sangue dal sistema circolatorio. Questo processo è noto con il nome di emostasi.
Sangue e circolazione: valori normali nel gatto

Volume totale del sangue: da 65 a 70 mL per kg di peso.
Globuli rossi: da 5,5 a 10 milioni per microlitro.
Leucociti (globuli bianchi): da 8.000 a 25.000 per microlitro.
Piastrine: da 300.000 a 500.000 per microlitro.
Emoglobina: da 80 a 140 g/l.
Ematocrito (percentuale del volume dei globuli rossi in confronto al volume ematico totale): da 24 a 45.
Glucosio: da 0,7 a 1,1 g/l.
Sodio: da 145 a 155 mEq/l.
Potassio: da 4 a 4,4 mEq/l.
Calcio: da 62 a 100 mg/l.
Proteine: da 54 a 78 g/l.
Lipidi totali: da 1,5 a 6 g/l.
Gittata cardiaca (a riposo): 150 - 280 ml/min.
Frequenza cardiaca (a riposo): 120-140 bpm.

3 aprile 2012

Anatomia del gatto: cuore, vasi e circolazione sanguigna

Il cuore del gatto
È l’organo motore centrale. Con le sue contrazioni ritmiche, il cuore assicura il movimento del sangue nella circolazione polmonare (atrio destro - ventricolo sinistro) e circolazione sistemica (ventricolo sinistro - atrio destro). Dopo essere stato ossigenato nei polmoni, il sangue venoso viene pompato dal cuore nell'aorta, l'arteria più lunga e voluminosa, che rifornisce l'intero organismo.
Il cuore, arrotondato e globulare, è situato nella gabbia toracica, tra la 4a e la 7a costola. È estremamente inclinato all'indietro e si appoggia quasi piatto sullo sterno. Il cuore del gatto pesa dai 15 ai 20 g (dallo 0,4 allo 0,8% del peso corporeo).

Il sistema vascolare
  • Arterie che conducono il sangue dai ventricoli del cuore a tutte le parti del corpo. Le arterie si ramificano in arteriole, divenedo poi capillari.
  • I capillari consentono lo scambio di gas, nutrienti (elementi nutritivi usati dalle cellule), metaboliti e calore;
  • Vene, che conducono il sangue dai capillari all'atrio destro del cuore. La vena cava caudale porta via il sangue dai quarti posteriori, dal bacino e dall'addome; la vena porta trasporta il sangue dagli organi digestivi addominali e dalla milza, al fegato. Le vene pompano il sangue dalla periferia verso il cuore.
Il sistema venoso del gatto (immagine sopra)
1. Intestino
2. Milza
3. Stomaco
4. Vena porta
5. Fegato
6. Vena azygos
7. Vena cava cranica
8. Vena succlavia
9. Vena giugulare esterna
10. Vena brachiocefalica
11. Vena cava caudale
12. Vena epatica
13. Vena frenica
14. Vena renale destra
15. Vena renale sinistra
16. Rene
17. Vena ovarica o testicolare sinistra
18. Vena iliaca circonflessa profonda
19. Vene iliache comuni
20. Vena ovarica o testicolare destra




Il sistema arterioso del gatto (img sopra)
1. Aorta ascendente
2. Arteria brachiocefalica
3. Arteria succlavia destra
4. Arterie carotidee comuni
5. Arteria succlavia sinistra
6. Aorta toracica
7. Diaframma
8. Aorta addominale
9. Arteria celiaca
10. Arteria mesenterica anteriore
11. Arteria frenica
12. Arteria renale
13. Rene
14. Arteria ovarica o testicolare sinistra
15. Arteria iliaca circonflessa profonda
16. Arteria iliaca esterna
17. Arteria iliaca interna
18. Arteria sacrale media
19. Fegato
20. Arteria epatica
21. Milza
22. Arteria splenica
23. Arteria gastrica
24. Stomaco
Il sangue circola grazie alla contrazione del muscolo cardiaco ed alla presenza di valvole (valvola tricuspide e mitrale) che ne impediscono il reflusso. Il lato destro del cuore (atrio destro) riceve il sangue dalle vene periferiche e lo invia ai polmoni dopo la contrazione del ventricolo destro.
Nei polmoni, il sangue rilascia l'anidride carbonica (CO2) e capta l'ossigeno (O2). Il lato sinistro del cuore (atrio sinistro) riceve sangue ossigenato dai polmoni. Una volta passato nel ventricolo sinistro, il sangue viene pompato attraverso l'aorta in tutto il corpo.

2 aprile 2012

Anatomia del gatto: sistema respiratorio

Il sistema respiratorio del gatto comprende:
  • Le narici;
  • La cavità nasale, che ? sempre molto corta;
  • La laringe, un organo cavo che regola il flusso fra la faringe e la trachea;
  • La trachea, un tubo singolo, largo e flessibile (lungo 8 cm) che ? una continuazione della laringe;
  • I bronchi, passaggi che si ramificano dalla trachea nei polmoni per garantire la circolazione dell'aria;
  • I 2 polmoni, un polmone destro e un polmone sinistro. Spugnosi ed elastici, condividono la cavit? toracica con il cuore. Ciascuno è circondato dalla pleura.

I polmoni costituiscono l'1% del peso corporeo. Il polmone destro, che è più lungo, consiste di 4 lobi: caudale, medio, craniale e accessorio. Il polmone sinistro consiste di 3 lobi: caudale, medio e craniale.

I polmoni del gatto
1. Lobo craniale destro
2. Lobo centrale
3. Lobo caudale destro
4. Lobo accessorio
5. Lobo caudale sinistro
6. Lobo craniale sinistro
(porzione caudale)
7. Lobo craniale sinistro
(porzione craniale)
Nel gatto, la funzione ventilatoria occupa 3 ruoli diversi:
  • Ha un ruolo principale nella regolazione della quantità di ossigeno trasportato dal sangue arterioso, espressa dalla sua pressione parziale (PaO2, o da 95 a 100 mmHg);
  • E' coinvolta nella regolazione dell'equilibrio acido-base del sangue, regolando la pressione parziale dell'anidride carbonica (PaCO2, da 35 a 40 mmHg);
  • Visto che i gatti non sudano, la funzione ventilatoria è attivamente coinvolta nella termoregolazione eliminando il calore come vapore acqueo.
L'aria penetra nei passaggi respiratori attraverso le narici. A seconda della necessità, e particolarmente quando fa molto caldo, il gatto può respirare anche dalla bocca. Dopo essere passata attraverso le fosse nasali e la faringe, l'aria raggiunge la trachea e i bronchi prima di essere distribuita negli alveoli polmonari. Le vie respiratorie non sono solo semplici passaggi per il movimento dell'aria; man mano che si sposta nelle vie respiratorie, l'aria viene anche riscaldata e raccoglie vapore acqueo fino a saturazione. Questo processo viene usato in misura massima per combattere il calore: l'animale respira rapidamente per eliminare una grande quantità di calore. Questa modalità di respirazione è chiamata polipnea termica (ansimazione).
Man mano che si sposta nelle vie respiratorie, l'aria viene anche filtrata da numerose ciglia sulle cellule della mucosa e dalla secrezione di muco che forma una specie di nastro trasportatore per spostare polvere e particelle di detrito nella faringe, dove vengono inghiottite. Infine, le fosse nasali sono il centro dell'olfatto e le corde vocali causano la vibrazione dell'aria nella laringe, consentendo al gatto di miagolare e di fare le fusa.
Il movimento dell'aria
La meccanica polmonare è lo studio delle forze motorie che consentono il movimento dell'aria tramite l'uso di muscoli nel sistema respiratorio. Durante la fase inalatoria, il diaframma, muscolo che separa il torace dall'addome, si contrae ed aumenta il volume della gabbia toracica all'indietro, con l'aiuto dei muscoli intercostali esterni.
L'aumento del volume toracico crea una depressione nello spazio fra i polmoni e la parete toracica (cavità pleurica), consentendo la penetrazione dell'aria. In condizioni normali, a riposo e in condizioni di neutralità termica, segue quindi passivamente l'esalazione. L'elasticità dei polmoni e del torace li riporta in posizione di riposo, forzando l'uscita dell'aria. Alcuni muscoli, particolarmente nella parete addominale, possono comunque contrarsi a seconda della necessità per rendere più rapida l'esalazione.
La frequenza respiratoria a riposo del gatto varia da 20 a 40 cicli al minuto. La quantità d'aria mobilizzata durante ogni ciclo, o volume corrente, è di circa 30 ml. Il prodotto della frequenza respiratoria e del volume corrente risulta nel volume respiratorio, che varia da 0,5 a 1 litro al minuto, a riposo. Durante uno sforzo questo volume aumenta, grazie ad un aumento del volume corrente e specialmente della frequenza respiratoria.
Recettori situati nelle arterie carotidee e nell'aorta analizzano costantemente la composizione del sangue arterioso e adattano la ventilazione ad eventuali cambiamenti, per poter mantenere sempre gli stessi valori di pressione parziale per l'ossigeno e l'anidride carbonica.

 

1 aprile 2012

Anatomia del gatto: apparato riproduttivo

Il sistema riproduttivo è coinvolto nella procreazione e contribuisce alla propagazione della specie.
Apparato genitale maschile del gatto




Gli organi genitali maschili producono lo sperma e lo depositano nel tratto genitale della femmina, gli organi genitali maschili includono:
  • 2 gonadi, i testicoli, che hanno due funzioni diverse: una funzione esocrina nella produzione di gameti (spermatogenesi, o produzione di sperma) e una funzione endocrina nella produzione di ormoni (secrezione di testosterone, l'ormone maschile alla base delle caratteristiche sessuali secondarie, della spermatogenesi e dell'attività sessuale maschile);
  • I passaggi spermatici, o dotti escretori, delle gonadi (dotto deferente e uretra), che nutrono lo sperma (spermatozoi + liquido seminale), lo raccolgono (grazie in particolare alle secrezioni delle ghiandole ausiliarie, compresi l'epididimo e la prostata) e lo inviano alla porzione delegata all'accoppiamento;
  • Una porzione coinvolta nell'accoppiamento, il pene. Durante l'accoppiamento, o coito, il pene deposita lo sperma nel tratto genitale della femmina (inseminazione).

I testicoli sono globulari e sono situati al di sotto dell'ano. La prostata, giallastra e bilobata, circonda l'uretra. I gatti non hanno vescicole seminali. Il pene è corto, ricurvo all'indietro, e termina in un glande conico con minuscole barbe dalla punta cornificata che diventano rigide durante l'eiaculazione e scompaiono dopo la castrazione. Il pene normalmente è retratto.

Lo sperma consiste di due parti:
  • Elementi cellulari, o spermatozoi, prodotti dai testicoli;
  • Un liquido o ambiente seminale prodotto dalle secrezioni delle ghiandole presenti lungo il tratto genitale.

Volume di una singola eiaculazione:
da 0,01 a 0,4 mL.
pH: da 7 a 8.

Numero di spermatozoi per eiaculazione: circa 60 milioni.

Lunghezza dello spermatozoo del gatto: 55 micron.


Apparato riproduttivo della gatta


Gli organi genitali femminili
1. Ovaia
2. Tuba di Falloppio
3. Corno uterino
4. Collo dell'utero
5. Vagina
6. Apertura dell'uretra
7. Vulva
8. Uretra
9. Uretere
10. Vescica
11. Tessuto adiposo
Gli organi genitali femminili includono:
  • 2 gonadi, le ovaie addominali, che sono coinvolte nello sviluppo (oogenesi) e rilascio di uova (ovulazione) e nella secrezione di ormoni sessuali (estradiolo, progesterone);
  • Passaggi genitali, o ovidotti, che catturano gli ovuli e costituiscono il sito della fertilizzazione; l'utero, che riceve le uova e ne garantisce l'impianto e la gestazione;
  • Una porzione coinvolta nell'accoppiamento, comprese la vagina e la vulva, un passaggio che accoglie il pene durante l'accoppiamento e fornisce un canale per i nascituri durante il parto.

Le ovaie sono situate parecchio in avanti, vicino ai reni. Gli ovidotti sono corti, stretti e non troppo sinuosi. L'utero include due lunghi corni quasi dritti (utero bipartito). La vagina è lunga e larga.
Sono presenti 4 coppie di ghiandole mammarie: una coppia pettorale, due coppie addominali e una coppia inguinale.