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26 marzo 2012

La cute ed il pelo del gatto


Cute

La cute del gatto è elastica e molto resistente e il suo spessore varia dai 0,4 ai 2 mm, a seconda della regione del corpo.
Il ruolo principale della cute è di costituire una barriera fra l'ambiente esterno e quello interno, limitando la permeabilità tramite il pelo e gli strati cornificati dell'epidermide. Questa barriera funziona in entrambe le direzioni ed è essenziale per limitare la perdita d' acqua ed elementi preziosi, e per la prevenzione di una penetrazione eccessiva di elementi estranei.


Ghiandole cutanee

Le ghiandole sebacee sono collegate al follicolo pilifero. Secernono una sostanza grassa (sebo) e sono coinvolte nella formazione del film protettivo essenziale per la salute della cute e della pelliccia.
Esistono due tipi di ghiandole sudoripare: ghiandole apocrine, che si aprono nel follicolo pilifero, e ghiandole eccrine, che si aprono direttamente sulla cute. Nei carnivori, le ghiandole eccrine sono limitate ai cuscinetti dei piedi e sembrano avere un ruolo importante nell'aumento della trazione. Le ghiandole apocrine sono distribuite sull'intera superficie del corpo e producono un liquido alcalino ricco di proteine, ma il loro flusso è minimo e varia solo leggermente a seconda della temperatura corporea.

In alcune aree, compresa la faccia, le ghiandole producono sostanze speciali, o feromoni, che sono molto importanti per il gatto quando marca il suo ambiente familiare e nelle sue relazioni sociali. I gatti che sembrano grattare un prurito strofinando le guance contro un oggetto verticale stanno in realtà marcando la loro presenza. Il gatto quindi suda soltanto tramite i polpastrelli e quando fa caldo la termoregolazione è affidata alla traspirazione attraverso la superficie linguale e l'aumento della ventilazione, ecco perchè il gatto è a maggior rischio di colpi di calore rispetto ad un essere umano.


Pelo

Il pelo ha un ruolo speciale nella protezione della cute dai traumi, nella termoregolazione ed ha anche una funzione sensoriale. Il follicolo pilifero è una invaginazione nell'epidermide che genera il pelo da una matrice o bulbo. Nei carnivori sono presenti tre tipi di follicolo:
  • 1 follicolo primario principale che contiene il pelo principale, o di guardia, che è lungo circa 4 cm nella maggioranza dei gatti a pelo corto.
  • 2 follicoli primari laterali che generano i peli di barba (peli secondari o tettori), questi 3 follicoli sono circondati da circa quindici follicoli secondari che producono il pelo lanuginoso (sottopelo).


Esistono diverse categorie di pelo:

  • I peli del mantello esterno, o di guardia (peli primari): lunghi, spessi, dritti, pigmentati, spatoliformi alle estremità distali. Elemento protettivo del mantello, abbondante nelle parti superiori del corpo.
  • I peli di barba (anch'essi protettivi): piegati all'estremità inferiore e appuntiti in punta, simili ad una clava.
  • I peli intermedi o eterotipici: questi peli sono ondulati e sottili alla base e anch'essi terminano in una clava. Hanno un ruolo protettivo.
  • Peluria o sottopelo: peli sottili, ondulati e molto densi con un ruolo di isolamento termico.
  • Peli tattili e vibrisse sono tipi speciali di peli presenti principalmente sul muso e sulle zampe anteriori. Sono collegati a recettori meccanici ed hanno un ruolo sensorio.


La crescita del pelo è costante e ciclica. Ciascun ciclo consiste di tre fasi principali: (anagen, catagen e telogen). Durante l'anagen, o fase di crescita, vengono generati circa 0,3 mm di pelo al giorno (peli di guardia). La fase catagen è una fase di transizione che precede la fase telogen di "riposo". Telogen è la fase più lunga, specialmente d'inverno. In certi periodi dell'anno è possibile osservare un ingresso raggruppato nella fase anagen. Tale perdita di pelo è stagionale ed è regolata essenzialmente dal ciclo luce-oscurità. La pulizia personale occupa la maggior parte della vita quotidiana del gatto ed è facilitata dalla sua lingua agilissima e ruvida con papille cornificate. Durante questa pulizia personale, il gatto ingerisce una grande quantità di pelo, specialmente in periodi di perdita di pelo.

17 marzo 2012

Se il gatto si gratta o perde il pelo (alopecia)

Per “alopecia” si intende l’assenza di pelo da zone di cute dove questo dovrebbe essere presente. Può essere la conseguenza di una scarsa produzione di pelo o più comunemente di una sua eccessiva perdita.
L’alopecia del tronco è tipicamente bilaterale e simmetrica. Si osserva comunemente nella parte ventrale dell’addome; successivamente può coinvolgere la superficie posteriore degli arti pelvici, soprattutto al di sopra del tarso. Altre zone che possono essere interessate sono l’area situata appena cranialmente alla base della coda e di fianchi. In alcuni gatti, risultano colpiti tutti questi settori e le lesioni possono confluire, determinando la comparsa di un’alopecia diffusa a tutta la metà caudale del tronco. Uno degli aspetti più importanti è stabilire se sia presente o meno il prurito, per rendersi conto se l’alopecia è autoindotta. È necessario osservare se il gatto tende a leccarsi, grattarsi, mordicchiarsi o toelettarsi in modo eccessivo. Tenendo conto che molti gatti assumono questi comportamenti solo quando non sono osservati, non è possibile stabilire con certezza la presenza del prurito. Tuttavia si tratta di un indizio utile ai veterinari per la diagnosi.


Alopecia autoindotta: possibili cause
  • Atopia
  • Dermatite da allergia alle pulci
  • Alopecia psicogena
  • Allergia alimentare
  • Dermatofitosi
  • Infestazione da Cheyletiella
  • Demodicosi
  • Accumulo di materiale nei sacchi anali
  • Infestazione da Sarcoptes
  • Localizzazione al tronco di acari auricolari

Alopecia non autoindotta: possibili cause
  • Stress: interventi chirurgici, malattie sistemiche, febbre, stress ambientali
  • Perdita anagena
  • Perdita telogena
  • Iperadrenocorticismo
  • Ipertiroidismo
  • Alopecia endocrina

Trattamento
La caduta del pelo a livello del tronco non è una condizione potenzialmente letale. Se non è presente il prurito, il problema è più estetico che clinico.
E’ importante che il veterinario identifichi la malattia primaria, per quanto possibile, ed eventualmente trattarla di conseguenza.
In alcuni gatti si riscontra l’alopecia di origine psicogena; non esiste alcun test che permetta di identificarla. Il veterinario formula la diagnosi per esclusione. L’alopecia psicogena può associarsi anche all’alopecia pruriginosa del tronco e complicarla.
Cosa fare

Se il problema non si risolve entro qualche settimana o il gatto manifesta contemporaneamente dei sintomi preoccupanti (dimagrimento, anoressia, letargia, ecc.), consultare il veterinario.

Cosa fa di solito il veterinario
  • Anamnesi: la distinzione fra alopecia autoindotta (comprese le forme dovute al prurito)e non autoindotta è di importanza fondamentale per il resto dell’indagine diagnostica.
  • Tricogramma: si tratta dell’esame microscopico delle estremità distali dei peli presenti all’interno dell’area alopecica. Il riscontro di punte spezzate indica che la caduta del pelo è autoindotta.
  • Risposta alla somministrazione di steroidi: si può presumere che i gatti che rispondono alla terapia con steroidi siano affetti da forme di natura pruriginosa. In questo caso il veterinario prenderà in considerazione le seguenti malattie: atopia, dermatite da allergia alle pulci, infestazione da Cheyletiella, demodicosi, infestazione da Sarcoptes e localizzazione al tronco di acari dell’orecchio. I gatti con allergia alimentare possono manifestare una risposta di breve durata (pochi giorni) dall’iniezione di steroidi ad azione deposito.
  • Test intradermico per la valutazione della reazione all’antigene delle pulci o rigoroso controllo dell’infestazione: questi test possono essere utilizzati per documentare una dermatite allergica da pulci.
  • Test intradermico con antigeni vari: utilizzato per la diagnosi dell’atopia.
  • Colture micotiche: la dermatofitosi può essere causa di lesioni cutanee e perdita di pelo, con aspetti clinici molto differenti.
  • Prove diagnostiche con diete speciali ipoallergiche: il gatto deve essere alimentato per almeno quattro settimane e preferibilmente per otto settimane con un prodotto che non ha mai assunto in precedenza. Dal momento che la componente della dieta che ha le maggiori probabilità di risultare antigenicamente attiva e quella proteica, e di importanza fondamentale utilizzare una fonte originale di proteine.
  • Preparati allestiti con nastro adesivo: da esaminare il microscopio per l’identificazione di Cheyletiella.
  • Se la prova con nastro adesivo risulta negativa, il veterinario può prendere in considerazione la somministrazione di un antielmintico, soprattutto se il gatto proviene da un ambiente affollato quale ad esempio un gattile o o vive all’aperto.
  • Raschiato cutaneo: per rilevare Demodex, Sarcoptex ed acari auricolari.
  • Svuotamento dei sacchi anali: nel gatto, le loro ascessualizzaione è rara. L’accumulo di materiale all’interno di queste strutture fa sì che l’animale si lecchi eccessivamente la zona intorno all’area perineale.
  • Determinazione dei livelli sierici totali di T4: il veterinario esclude così la presenza di un ipertiroidismo, soprattutto nei gatti con più di 10 anni di età.

Prognosi
La prognosi dipende dalla causa dell'alopecia, dalla corretta formulazione della diagnosi da parte del veterinario e dall’adeguato trattamento della malattia primaria. Comunque, non si tratta di una condizione patologica potenzialmente letale.